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Italiani uccisi in Libia ultime news: morti in uno scontro a fuoco tra miliziani Tripoli e cellule Isis

Continuano ad essere contrastanti le versioni che giungono da Sabrata, in Libia, sulla uccisione dei nostri connazionali, Fausto Piano (61 anni) e Salvatore Failla (47 anni), i dipendenti della società di costruzioni Bonatti rapiti a Mellitah nel Luglio 2015, insieme ad altri due italiani, Gino Pollicardo e Filippo Calcagno, che, stando alle indiscrezioni, sarebbero invece ancora in vita. Le salme delle vittime sarebbero state riconosciute dalle foto scattate con un cellulare, e dovrebbero essere trasferite a Tripoli nelle prossime ore. Benché non sia ancora stato effettuato il loro riconoscimento, pare tuttavia non vi sia alcun dubbio che si tratti dei due italiani rapiti nel 2015.

Dal giorno della loro sparizione a ieri, non erano mai state realmente chiarite le ragioni del loro sequestro, si era parlato di un’azione operata dalle milizie locali, addirittura di una trattativa in corso con il governo italiano per il presunto pagamento di un riscatto per la loro liberazione, ma nessuna notizia in merito aveva poi trovato l’ufficializzazione.

Mistero anche sul perché Fausto Piano e Salvatore Failla siano stati uccisi, ma soprattutto da chi. Le frammentarie notizie che arrivano dalla Libia parlano infatti di un blitz delle milizie di Sabrata, a ovest di Tripoli, “contro una cellula dell’Isis”, durante il quale i due prigionieri sarebbero stati usati come scudi umani e uccisi. Ma al riguardo non ci sono state ancora conferme ufficiali.

Lo scontro a fuoco tra le milizie di Tripoli e quelle dello Stato islamico era iniziato il 24 febbraio scorso (seguito da un massacro da parte dei seguaci di Baghdadi, che hanno ucciso 19 miliziani), pochi giorni dopo un raid Usa su una base dell’Isis nella zona, che aveva fatto oltre 40 vittime tra cui Noureddine Chouchane, presunta mente delle stragi al museo del Bardo e sulla spiaggia di Sousse, in Tunisia.

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