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Italicum testo e come funziona, arriva il sì di Cuperlo per le modifiche

Ancora Italicum. Ancora novità per la legge elettorale proposta da Matteo Renzi. E le modifiche in arrivo possono finalmente prendere forma grazie al sì di Gianni Cuperlo. Nella giornata di ieri, in occasione della Leopolda di Firenze, l’ex “rivale” dell’attuale Presidente del Consiglio ha detto sì alle modifiche. il documento che butta giù i punti di possibile intesa: collegi al posto delle preferenze e premio di maggioranza che assicuri la “governabilità” anche eliminando il ballottaggio, nonché elezione diretta dei senatori. Ma cosa prevede l’Italicum? Per chi non lo conoscesse ancora, forniamo qui cinque punti cardine della nuova legge elettorale. Ecco come funziona l’Italicum.

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1) Premio e doppio turno – L’Italicum prevede sia il premio di maggioranza che il doppio turno. Il premio di maggioranza del 15% scatta se un partito o una coalizione raggiunge il 40% delle preferenze degli elettori. In totale si può dunque arrivare ad un massimo del 55%, che corrisponde a 340 seggi su 617.
Nel caso in cui nessuno riuscisse a superare il 40%, si andrebbe al doppio turno, allo scopo di assegnare il premio. Potranno accedervi solo i due partiti o coalizioni che avranno ottenuto il maggior numero di voti al primo turno. Dalla seconda tornata uscirà vincitore un singolo partito o coalizione e otterrà un premio di maggioranza che permetterà di arrivare a 327 seggi (53%). Così, qualsiasi risultato si otterrà al primo turno, un partito (o coalizione) potrà governare.

2) Sistema proporzionale – Il punto di riferimento principale è senza dubbio il sistema elettorale spagnolo, adattato e modificato per rispondere alle esigenze dei partiti politici italiani. È essenzialmente un sistema proporzionale, ma a differenza di quello spagnolo, i seggi verranno calcolati su base nazionale e non provinciale, favorendo dunque i piccoli partiti che sarebbero stati molto svantaggiati dal «calcolo provinciale».

 

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3) Circoscrizioni e liste – Vengono ridimensionate le circoscrizioni, ma aumenta il numero. Si avrà una circoscrizione ogni 600.000 abitanti per un totale di 100. In ognuna di queste verranno presentate liste più piccole con in media sei candidati per ciascuna. Per i capilista rimane valido il «sistema bloccato» previsto in precedenza, mentre a partire dal secondo eletto scatteranno le preferenze (2 per ogni votante).
Un singolo candidato potrà presentarsi al massimo in 10 collegi diversi. Almeno il 40% dei capilista presentati saranno donne.

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4) Quote rosa – Per quanta riguarda le quote rosa, la nuova stesura dell’Italicum prevede che entrambi i sessi siano rappresentati in misura massima del 50%. All’interno delle liste nessun genere potrà essere presente per più di due volte consecutive. Il 40% è la soglia massima dei capilista per entrambi i sessi, mentre le due preferenze dell’elettore, dovranno essere relative a due candidati di sesso diverso, pena la nullità della seconda preferenza.

5) Soglie – Si è deciso di fissare la soglia al 3% per tutti i partiti. In precedenza invece, la vecchia versione prevedeva.
a) il 4,5% per i singoli partiti aderenti alle coalizioni;
b) l’3% per i partiti non coalizzati;
c) il 12% per le coalizioni.
Prevista una soglia di sbarramento riservata alle minoranze linguistiche nelle regioni che lo contemplano: 20% dei voti nella circoscrizione in cui viene presentata la lista. Importante ricordare inoltre che se un singolo partito aderente ad una coalizione non raggiunge la soglia del 3%, i suoi voti concorrerebbero ad ottenere il premio di maggioranza, ma il partito non potrebbe entrare in Parlamento.

ITALICUM COME FUNZIONA: ECCEZIONI

L’Italicum presenta anche delle eccezioni: è il caso della Valle d’Aosta e delle province di Trento e Bolzano che sono escluse dal proporzionale. Per loro saranno attivi 9 collegi uninominali così suddivisi: 8 in Trentino Alto Adige e 2 in Valle d’Aosta. Nel caso in cui i candidati trentini superassero gli 8 seggi, questi verranno distribuiti utilizzando il sistema proporzionale. Il seggio previsto per la Valle d’Aosta e i 12 seggi previsti per i deputati eletti all’estero non vengono conteggiati nel calcolo relativo al premio di maggioranza.

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