in

“Italo Svevo” di Francesco Gallina e Paolo Briganti: nella fucina scrittoria di un gigante del Novecento

Senza dubbio, Italo Svevo è stato uno dei più importanti romanzieri attivi nei primi anni del Novecento, una figura poliedrica, un intellettuale fuori dagli schemi e il libro, che vogliamo consigliarvi oggi, costituisce un aggiornato, quanto accurato studio su uno scrittore, che ha saputo sperimentare sul piano narrativo, stilistico e linguistico.

Recensione di “Italo Svevo”, il prezioso volume di Francesco Gallina e Paolo Briganti

Italo Svevo, volume a due mani, scritto da Francesco Gallina (dottorando di ricerca presso il Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e Culturali), e Paolo Briganti (docente di Letteratura italiana contemporanea dell’Università di Parma), rappresenta una mappa costituita da paesi poco esploratisentieri mai battuti: gli autori, commentando l’intera produzione del triestino, hanno saputo delineare un ritratto inedito di Svevo, che è stato recensore, giornalista, favolista, drammaturgo e diarista, ma pure, tra le tante vite possibili, uomo d’affari, marito geloso, violinista. Edito a gennaio 2019 da Unicopli, appartenente alla collana “Atlante – autori, generi e percorsi della letteratura italiana”, diretta da Rinaldo Rinaldi e Francesco Spera, il libro va prepotentemente ad aggiungersi alla sterminata bibliografia dedicata ad Italo Svevo, proprio perché offre spunti e percorsi innovativi.

leggi anche l’articolo —> Frida Kahlo moriva oggi: tutte le curiosità sulla straordinaria pittrice messicana

«Perché è un modo comodo di vivere quello di credersi grande di una grandezza latente…»

Come si legge nell’introduzione l’intento dei due studiosi è quello di «entrare nella testa» dell’autore di romanzi arcinoti come Senilità, Una Vita e La coscienza di Zeno, proprio per «mettere mano al magma esistenziale e alla fucina scrittoria di una colonna portante della letteratura italiana». In tal senso è suggestivo il richiamo all’opera particolare, situata al Museo Triestino dedicato a Svevo, realizzata nel 1983 dall’artista Bruno Chersicla. Una scultura in legno policromo raffigurante il profilo dello scrittore ad altezza naturale, con la testa composta da tasselli di legno legati tra loro da perni snodabili, fatti appositamente perché potessero aprirsi. Se nei suoi romanzi Svevo ci porta a curiosare nella mente dei suoi personaggi, a farvi dimora fino all’ultima pagina, tanto Gallina quanto Briganti «giocano» a «scoperchiare» il suo di cervello. Ne viene fuori una ricerca accurata, giammai affannosa o tediosa, volta a ripercorrere la vita di Ettore Schimtz come se fosse «un itinerario costellato di contrattempi, inciampi, delusioni» – non dimentichiamoci, infatti, che Svevo ha ottenuto il successo che meritava soltanto poco prima di morire – ma anche di incontri fortunati come quello con James Joyce.

«Un pezzo d’aglio nella cucina di persone che non possono soffrirlo!»

È innegabile che il riconoscimento da parte della critica sia stato tardivo nei confronti di un autore «squisitamente antiestetico e anticonvezionale» e il volume ne tiene conto, anzi tenta quasi di porvi rimedio. Del resto Svevo ha saputo anticipare le tendenze, è stato lungimirante. Il lettore moderno ricava dalle sue pagine, scritte molti decenni fa, una sorprendente modernità e il merito non risiede soltanto nelle pur rilevanti innovazioni tecniche, quanto nella tempestività con cui Svevo è riuscito a cogliere e rappresentare i problemi quotidiani, nevrosi e tic, conflitti psicologici, che ai suoi tempi apparivano eccezionali, ma che oggi sono comuni, segnali chiari del disagio esistenziale dell’uomo contemporaneo. A chi volesse scoprire qualcosa di più sull’autore originario di Trieste, città cosmopolita e crocevia di culture diverse, o anche solo «riscoprire» un gigante del ‘900, suggeriamo la lettura del volume Italo Svevo, costituito da sei ricchi capitoli. 260 pagine che indagano la trilogia dei romanzi, alcuni racconti, la sua attività da drammaturgo e giornalista e infine il diario e l’epistolario, scritti privati di Ettore Schimtz.

leggi anche l’articolo —> David Bowie, biografia a fumetti disegnata da Michael Allred: un libro da non perdere

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

Come avere un bagno di design perfetto

Il Santo del giorno 14 luglio: San Camillo de Lellis