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Jack Nicholson: un passato controverso fatto di eccessi, come emerge nella biografia di Marc Eliot

Un Jack Nicholson inedito che svela gli eccessi del divo nella sua nuova biografia firmata  da Marc Eliot ed intitolata semplicemente “Nicholson”. Quest’ultima ripercorre la vita pubblica e privata dell’attore: un ritratto intimo. Pietra miliare del cinema con interpretazioni di alto livello grazie alle quali ha ottenuto un’ampia serie di riconoscimenti. Ha ottenuto il maggior numero di nomination al Premio Oscar, vincendone tre: due come miglior attore protagonista per: “Qualcuno volò sul nido del cuculo” nel 1976 e per “Qualcosa è cambiato” nel 1998 e una volta come miglior attore non protagonista per “Voglia di tenerezza” nel 1984. Jack Nicholson sigaro

La star hollywoodiana faceva uso abituale di marijuana, cocaina e droghe pesanti fin dai lontani anni ’60, come è trapelato dalle prime indiscrezioni date alla stampa. La sua stessa abitazione, nell’ambiente di Los Angeles, veniva considerata la location ideale di party, eccessi di tutti i tipi ed orge ed era stata ribattezzata “the wildest house of Hollywood ovvero “la casa più selvaggia di Hollywood”.

Poi dalla fine degli anni ‘80 Jack Nicholson ha subito un cambiamento radicale, ritornando ad una vita quasi normale.  Un ravvedimento dopo aver perso diversi cari amici e per dover far fronte ad un peggioramento delle sue condizione di salute. Dagli anni ’90 gli unici “vizi” del divo sono le sigarette tradizionali e i Cohiba, una marca di sigari cubani.

 

 

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