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Jan Palach dal 16 gennaio 1969 simbolo di lotta per la libertà

Il 16 gennaio 1969, quarantasei anni fa, in piazza San Venceslao nel centro di Praga, un giovane studente, Jan Palach, in segno di protesta contro l’occupazione militare delle truppe sovietiche, si immola dandosi fuoco. Un gesto estremo che simboleggia e segna la repressione russa della rivolta studentesca in Cecoslovacchia, infatti si scatena la reazione del potere per sedare la rivolta e quando Jan muore, dopo quattro giorni, il suo funerale fu l’ultimo protesta di massa contro l’invasione.

La controinformazione del governo comunista filosovietico monta un’operazione di discredito verso il giovane studente, per far credere che la sua morte era dovuta ad un’operazione di servizi segreti stranieri. La storia drammatica di Jan viene difesa da una donna avvocato Dagmar Buresova, difensore dei leader del movimento studentesco, che avvicina la madre e il fratello dello studente martire per rappresentarli in una querela per diffamazione contro un gerarca del regime comunista. Una battaglia impari contro un regime dittatoriale, da una parte testimoni impauriti, dall’altra un Governo minaccioso verso i Palach e la stessa Dagmar alla quale viene licenziato il marito pediatra ospedaliero.

La morte di Palach ci fa pensare che: egli è stato un martire per la libertà contro il comunismo, ma la sua figura è stata quasi dimenticata fino alla caduta nel 1989 del Muro di Berlino; il suo martirio ricorda una famosa frase di Chesterton: “I suicidi disprezzano la vita mentre i martiri disprezzano la morte”. Palach a differenza dei moderni Kamikaze non si uccise per colpire altre persone, ma per affermare una testimonianza e un principio di libertà. Per la memoria storica del suo Paese, il giovane studente Jan è diventato un simbolo importante anche perché la sua morte ricorda quella di Jan Hus, riformatore boemo ritenuto eretico e bruciato vivo nel 1415, che ha segnato fortemente l’identità religiosa e politica della nazione boema.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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