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Jessica trovata morta in un canale a Prevalle: tracce del suo sangue sul divano dell’amico

Ragazza trovata morta nel canale a Prevalle, in provincia di Brescia: Jessica Mantovani potrebbe essere stata uccisa. La 37enne è stata rinvenuta cadavere lo scorso settembre, nel canale di una centrale idroelettrica a pochi chilometri dalla sua abitazione. Da subito hanno destato sospetti le lesioni riscontrate sul suo corpo senza vita: diversi graffi e lividi, e una profonda ferita alla testa, indicative di una possibile aggressione fisica precedente la morte. Inizialmente si ipotizzò l’annegamento da caduta accidentale o suicidio, dopo l’autopsia l’indagine avrebbe però preso un’altra direzione, quella dell’omicidio.

JESSICA MANTOVANI FOTO DA IL GIORNO

Jessica Mantovani trovata morta a Prevalle: il suo sangue sul divano dell’amico

Si apprende, stando a quanto riportato nelle recenti settimane dalle testate locali, che un uomo sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati. Si tratterebbe di un 50enne con il quale Jessica avrebbe trascorso le sue ultime ore di vita, il 12 giugno scorso. Pare che a casa dell’uomo, sul divano, sarebbe stata ritrovata una traccia ematica riconducibile alla 37enne. L’ipotesi più plausibile, al momento, quella secondo la quale Jessica sarebbe stata gettata nel canale già senza vita. Nei suoi polmoni, infatti, il medico legale non avrebbe trovato tracce di acqua. Esclusa la morte per annegamento, quindi.

Jessica Mantovani è stata uccisa? Il padre: «Un anno e mezzo fa mia figlia minacciata di morte»

Il padre di Jessica avrebbe poi fatto una rivelazione inquietante agli inquirenti: «Un anno e mezzo fa mia figlia mi disse che volevano ammazzarla». A riportare le parole di Giovanni Mantovani è il quotidiano Il Giorno: «Ai carabinieri l’avevo detto subito: me l’hanno uccisa  … Quando ho riconosciuto il cadavere ho ripensato a quell’episodio di un anno e mezzo fa. Un giorno lei si lasciò scappare una mezza frase, qualcuno l’aveva minacciata di farla fuori, mi disse senza aggiungere altro. Io non indagai, perché non si confidava, non volevo forzarla. Non ne parlammo più». L’uomo esclude il suicidio e sospetta che la morte della figlia sia da ricondurre alle sue cattive frequentazioni. Non aveva nemmeno un cellulare, secondo quanto il padre riferisce, tant’è che la sera prima della morte l’avrebbe chiamato proprio dal telefonino dell’uomo oggi indagato. L’abitazione dell’uomo è stata passata al setaccio dagli uomini della Scientifica, e il Luminol avrebbe rilevato tracce di sangue di Jessica

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