in ,

Jimi Hendrix morte, ricordando il mito: da Woodstock alle ultime ore

Nel 2011, Jimi Hendrix è stato eletto il miglior chitarrista di tutti i tempi da Rolling Stone. Il successo del chitarrista leggendario, sicuramente, non dipende soltanto dalla maestria con la quale ha fatto sua la chitarra elettrica: Jimi Hendrix non è solo un musicista, ma è un innovatore che ha posto le basi dalle quali i grandi musicisti venuti dopo di lui hanno avuto modo di partire per produrre nuova musica di qualità. Una delle esibizioni che ha fatto la storia e rappresenta al meglio l’arte di Jimi Hendrix è senz’altro quella del 1969, sullo storico palco di Woodstock.

Jimi Hendrix suona a Woodstock dopo aver già raggiunto un notevole successo, per quanto riguarda la carriera da musicista. Nonostante la critica abbia apprezzato, ma non del tutto, la performance di Jimi Hendrix, l’esibizione viene ricordata tutt’oggi: così come Woodstock è il simbolo della musica degli anni Sessanta, la performance di Jimi Hendrix, visto il contesto, è a sua volta un emblema degli storici “Three days of peace, love and music” e del periodo associato al movimento “flower power”.

Quella di Jimi Hendrix è una vita di eccessi, all’insegna dell’abuso di sostanze stupefacenti e alcool. Per questo, a distanza di 46 anni dalla sua morte, sono ancora molti i dubbi, le perplessità e i buchi che si incontrano quando si intende ricostruire quanto accaduto durante le ultime ore di vita di Jimi Hendrix. Il medico legale dichiara la morte del leggendario chitarrista alle 12.45 del 18 settembre del 1970. Jimi Hendrix è morto soffocato dal suo stesso vomito, a causa di un’intossicazione da barbiturici.

Inter De Boer esonero

Inter – Juventus risultato finale: 2-1 sintesi e highlights Serie A

Chi è Simone Rugiati? Lo chef che affianca Belen Rodriguez a Tu Si Que Vales