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Jobs Act e Riforma della pubblica amministrazione, Renzi: “A casa i fannulloni”

Il presidente del Consiglio durante la consueta conferenza stampa di fine anno, approfittando della dei contrasti sorti all’interno del suo esecutivo sull’estensione o meno del neo contratto a tutele crescenti ai dipendenti pubblici, ha spiegato la sua posizione: “Ho deciso io di eliminare la precisazione che le norme del Jobs act non valessero per gli statali”. Ribadendo che anche nell’ambito della pubblica amministrazione i criteri guida devono essere: premiazione del merito e punizioni per chi ruba. “La questione verrà affrontata nell’ambito della riforma della Pa del ministro Madia”, cioè successivamente alla riforma costituzionale, alla legge elettorale e all’elezione del nuovo Presidente della Repubblica.

Gli impegni che aspettano il Governo sono tanti e importanti, primo fra tutti eleggere il successore di Giorgio Napolitano, gli analisti pensano che strategicamente il Premier voglia spostare la discussione sulle regole del Jobs Act a primavera, per non creare tensioni con la minoranza del suo partito, Renzi ha spiegato: “Io penso che vada cambiato il sistema del pubblico impiego, ma non è detto che si debba prevdere lo stesso meccanismo del Jobs Act. Magari si può rafforzare il ruolo dei giudici, che nel privato abbiamo ridotto al minimo, per rispettare il “regime differenziato” di chi è stato assunto tramite concorso pubblico”. Del resto per i dipendenti ante Legge Fornero è in vigore il sistema di tutele reale, reintegro, previsto dall’articolo 18.

Renzi durante la conferenza stampa ha ammesso che le riforme strutturali sono necessarie, ma non bastano per far ripartire l’Italia: “C’è bisogno di un cambio di paradigma a livello europeo” e annunci a che nel 2015 il Governo in Europa si batterà per lo scorporo degli investimenti dal computo del 3% deficit/Pil, una battaglia storica: “Il tema degli investimenti è centrale: la nostra richiesta storica è scomputarli dal Patto, vedremo se questa richiesta sarà accolta dall’Ue. Il resto lo scopriremo solo vivendo…”.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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