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John Fitzgerald Kennedy, 53 anni dopo la sua morte è ancora un mistero

Era il 22 novembre 1963 quando il presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy fu assassinato da Lee Harvey mentre si trovava a bordo dell’auto presidenziale durante una visita a Dallas. A 53 anni dalla morte di uno dei presidenti più amati della storia americana, ancora non si è giunti alla verità sull’omicidio. Dal 2000 ad oggi sono ben cinque i libri che hanno provato a ricostruire la morte di Kennedy, di questi, quattro forniscono ipotesi di complotto abbastanza plausibili. L’ultimo dossier sulla morte di Kennedy, svelato l’anno scorso dalla Cia, ha evidenziato come il lavoro della Commissione Warren (incaricata da Lyndon Johnson, vice presidente di Kennedy e presidente in carica dopo la sua morte, a fare luce sull’omicidio) non sia stato fatto esattamente nel migliore dei modi. Inoltre, stando ad alcune fonti americane, sarebbero oltre 1100 i dossier che la Cia tiene ancora segreti riguardo l’omicidio presidenziale più famoso di sempre.

Ad alimentare i sospetti di un possibile complotto ai danni di JFK è la figura del suo assassino, Lee Harvey Osvald. Additato come un pazzo che ha agito da solo, Osvald morì due giorni dopo l’omicidio in una stazione di polizia, per mano di un proprietario di un night club che affermò di voler vendicare Kennedy. La sua morte è già abbastanza sospetta per alimentare i dubbi, se poi a questo va aggiungersi una certa vicinanza di Osvald alle politiche di Russia e Cuba, al tempo grandi nemici degli Stati Uniti. Osvald, secondo i sospetti, sarebbe stato arruolato per una vendetta voluta da Fidel Castro che aveva da poco scoperto i numerosi piani della Cia per cercare di farlo fuori. Queste tesi vengono rafforzate dal fatto che la Commissione Warren non abbia mai preso in considerazione la vicinanza di Osvald al comunismo (diversi i viaggi compiuti in Unione Sovietica) e alle idee di Fidel Castro. Altre tesi vorrebbero che la verità sulla morte di Kennedy siano state taciute per non rivelare altri segreti che avrebbero messo in serio imbarazzo la Cia.

D’altro canto sono gli stessi americani ad essere tutt’oggi convinti che John Fitzgerald Kennedy sia stato vittima di un complotto. All’indomani della sua morte erano il 56% degli americani ad esserne convinti, l’81% dopo la guerra in Vietnam e “solo” il 75% durante l’amministrazione Bush. Certo è che la morte di Kennedy ha completamente stravolto gli equilibri di un mondo in piena Guerra Fredda e le ipotesi di complotto non si affievoliscono, ascoltando le parole di John McCone, capo della Cia quando Kennedy venne ucciso, che decise di omettere alcune importanti informazioni durante gli interrogatori della Commissione Warren, proprio per non distrarla dalla “verità più giusta”.

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