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John Fitzgerald Kennedy diario: affascinato da Hitler? Ecco cosa scriveva il presidente americano

La Seconda Guerra Mondiale si era appena conclusa, e nel 1945 il giovane John Fitzgerald Kennedy stava terminando la sua visita nella Germania del dopoguerra e scriveva per il quotidiano Hearst. Vide la residenza dell’ormai ex dittatore nazista Adolf Hitler devastata dai bombardamenti, il Fuhrer era morto togliendosi la vita quattro mesi prima. Il futuro presidente americano aveva le idee molto chiare all’epoca.

Hitler aveva ambizioni senza confini per il suo paese, cosa che lo rese un pericolo per la pace del mondo, ma c’era un mistero intorno a lui, alla sua vita, e alla sua morte. Aveva la stoffa di cui le leggende sono fatte. Si può capire facilmente come nel giro di pochi anni l’immagine di Hitler emergerà dall’odio che oggi lo circonda, come una delle più significative figure mai esistite“. Così scriveva sul suo unico diario John Fitzgerald Kennedy: un manoscritto autentico e autografato di circa 60 pagine, messo successivamente all’asta alla RR Auction di Boston. Il diario è stato reso pubblico dalla sua segretaria dell’epoca, Deirdre Henderson, quando era al Senato.

Per Deirdre Henderson, però, queste frasi non devono trarre in inganno: “Quando Jfk parlava di ‘stoffa di leggenda in Hitler’ si riferiva solo al mistero che lo circondava, non agli orrori compiuti. In nessuna parte di questo diario si può trovare alcuna indicazione di una simpatia per il nazismo, i suoi crimini o le sue cause“. Ma non fu solo lui a porre considerazioni ambigue su Hitler. Anche il padre, ai tempi, espresse come opzione migliore la riconciliazione con il dittatore nazista e venne criticato per aver dato sostegno al cosiddetto Patto di pace fatto con Hitler a Monaco.

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