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John Lennon morte: il 24 agosto 1981 condannano Mark David Chapman

Una foto storica scattata dal fotografo Paul Goresch ritrae Mark David Chapman mentre stringe la mano della vittima che da tempo tiene sotto controllo: nel tardo pomeriggio dell’8 dicembre del 1980, Mark David Chapman attese che l’artista uscisse di casa per chiedergli di firmare un autografo sulla copertina di Double Fantasy, l’ultimo album di John Lennon. Il cantante acconsentì e andò via. Alle 22.52 della stessa sera, John Lennon fece ritorno a casa e ad attenderlo c’era ancora Chapman: “Ehi, Mr. Lennon“, disse per attirare l’attenzione prima di estrarre la pistola. Esplose cinque colpi, uno dei quali trapassò l’aorta di John Lennon.

Fu inutile la corsa al Roosevelt Hospital: John Lennon morì alle 23.07 dell’8 dicembre 1980. “I was shot” sono le ultime parole pronunciate da John Lennon, in fin di vita. Mark David Chapman era una guardia giurata con un passato turbolento, a causa della sua dipendenza. L’assassino di John Lennon era un fan dei Beatles ma, convinto che il cantante avesse tradito gli ideali della sua generazione, decise di punirlo: John Lennon affermò di non credere nei Beatles e in Dio. Convinto di aver compiuto un gesto sensato, Mark David Chapman non oppose resistenza quando le autorità lo arrestarono.

Durante le indagini, Mark David Chapman affermò di aver agito per ottenere attenzione. Le dichiarazioni dell’assassino provarono inoltre che era invidioso del successo di John Lennon. Il 24 agosto dell’anno successivo, nel 1981, Mark David Chapman, con l’accusa di omicidio di secondo grado, fu condannato a vent’anni di reclusione. Nonostante la situazione clinica dell’assassino di John Lennon, furono gli stessi psichiatri ad affermare che Chapman fosse lucido quando agì.

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