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John Malkovich: nascita di una leggenda di Hollywood

Il 9 dicembre 1953 nasce la leggenda di Hollywood John Gavin Malkovich attore, regista e stilista. Uno dei migliori cattivi del cinema, dandy e mefistofelico, maniaco e sensuale indagatore dell’animo umano.

John Malkovich-il miglior cattivo

Inquietante, poliedrico, sensuale e criptico sono solo alcuni degli aggettivi che possono descrivere la carriera di John Gavin Malkovich, attore, regista, produttore cinematografico-teatrale e stilista statunitense. La sua condanna, a Hollywood, è quella di essere da sempre considerato “il cattivo” per eccellenza ma, grazie al suo caleidoscopico talento, ne è diventato un’icona. Attore dallo stile dandy ma dal fascino mefistofelico ha saputo esplorare con il suo sguardo indagatore le varie sfaccettature dell’animo umano senza mai tradire la sua vocazione per la recitazione. Da sempre schivo verso i media pone particolare attenzione alle sporadiche interviste che rilascia.

John Malkovich-l’attore

Nei film interpreta spesso ruoli da perverso e crudele e lui, consapevole di questo, si diverte a giocare con lo spettatore. Malkovich nasce il 9 dicembre 1953 da genitori di origine croata a Benton (Illinois). In gioventù preferisce lo sport e la musica alla recitazione ma mentre segue le orme paterne ed è prossimo alla laurea in Scienze dell’Ambiente, decide di dare vita alla compagnia teatrale Steppenwolf con l’amico fraterno Gary Sinise. Verso la fine degli anni ’70, dopo anni di palcoscenico, il cinema si accorge di lui. Il regista Robert Benton gli regala una nomination agli Oscar come attore non protagonista scegliendolo per Le stagioni del cuore. In seguito arrivano ruoli memorabili come quello nel film Urla del silenzio di Roland Joffé e, soprattutto, quello del Visconte Sébastien di Valmont ne Le relazioni pericolose di Stephen Frears. Come non ricordare anche il tormentato Port Moresby de Il tè nel deserto di Bernardo Bertolucci, o Gilbert Osmond nel dramma Ritratto di signora di Jane Campion o il crudele ed enigmatico Tom Ripley nel thriller Il gioco di Ripley di Liliana Cavani. Il suo legame con il cinema e i registi italiani continua con l’intensa interpretazione del nonno Kuzja nel dramma Educazione siberiana diretto da Gabriele Salvatores. Considera la recitazione una sfida continua e da qui la sua idea che un attore deve essere accurato, scrupoloso, meticoloso, pignolo capace di scovare, in ogni ruolo, ciò che c’è di singolare e atipico. Malkovich dà l’impressione di essere un uomo solido, granitico con tanta determinazione e risolutezza anche se, come molti artisti, nasconde una sottile fragilità. Ciò nonostante ama le sfide e lo ha dimostrato anche cimentandosi nella regia cinematografica che considera molto più impegnativa di quella teatrale.

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John Malkovich-le donne e lo stile

L’attore non nasconde la sua passione per le donne e per la moda. Ama tutto ciò che ha a che fare con la creatività e il talento, da qui l’idea di realizzare a Prato un laboratorio dove disegna e realizza la Technobohemian, sua linea di abbigliamento. Il legame con la moglie italiana, la piemontese Nicoletta Peyran, studiosa di culture orientali e conosciuta sul set di Bernardo Bertolucci, ha avuto il suo peso. Nicoletta però non è stata l’unica donna della sua vita e nonostante il suo fascino, lo stesso Malkovich, ha ammesso in un’intervista, di non capacitarsi ancora di aver fatto capitolare la bellissima Michelle Pfeiffer, mandando così a rotoli il suo matrimonio con Glenne Headly.

foto tratta dall’account John Gavin Malkovich Facebook

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