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Joy recensione: Jennifer Lawrence imprenditrice brillante ma non da Oscar

Domani, 28 gennaio 2016, arriverà anche nelle sale cinematografiche italiane Joy, il nuovo lavoro che vede protagonista l’attrice Jennifer Lawrence con la squadra vincente de “Il Lato Positivo” e “American Hustle” composta dal regista David O. Russell insieme a Robert De Niro e Bradley Cooper. In questo caso però pare che il detto “squadra vincente non si cambia” non valga pienamente; se l’insieme di questi attori con il regista ha funzionato estremamente bene nei film precedenti, in Joy sembra che tutti si siano “rilassati”.

Joy è un film ben fatto, lineare e soprattutto che vuole passare un messaggio importante: non ci si deve fermare di fronte a nessuna difficoltà, specialmente se si è donna. Joy Mangano è stata rappresentata come una visionaria, un’inventrice come ne esistono poche ma fortemente ostacolata dalla famiglia e dalla società: il successo, però, vista la sua tenacia è arrivato comunque. Jennifer Lawrence è protagonista assoluta del film, tutti gli altri personaggi sono solo ed esclusivamente un contorno, rappresentano le difficoltà e gli aiuti che questa donna ha ricevuto. L’attrice però, malgrado la presenza costante del suo personaggio, in questo film rimane uguale a se stessa in un ruolo forse a metà tra la Tiffany de Il lato Positivo e la Rosalyn di American Hustle.

Joy nel complesso è un film che si guarda piacevolmente, che ricorda come tutti abbiano famiglie alquanto disfunzionali e come si possa riuscire a sopravvivervi. Spicca forse più che nei film precedenti la regia lenta e riflessiva di David O. Russell che ricorda, per un certo verso, i film di qualche decennio fa.

Foto: Facebook

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