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Julian Assange: l’abbandono dell’ambasciata, che cosa comporterà e perché si trovava lì

Il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, durante una conferenza stampa di oggi 18 agosto, all’ambasciata ecuadoriana a Londra, dove si trova in asilo politico da 2 anni, ha dichiarato di dover abbandonare la sede per motivi legati al suo stato di salute (Assange convive con alcuni problemi di cuore, peggiorati durante gli anni di soggiorno in ambasciata).

assange abbandono ambasciata

L’ambasciata dell’Ecuador ha chiesto l’autorizzazione per farlo ricoverare, portandolo in ospedale con un’auto diplomatica, per poter evitare l’arresto, ma le autorità britanniche hanno respinto la richiesta. Di quale arresto si parla? Perché Julian Assange si trova in asilo politico all’ambasciata ecuadoriana a Londra?

Il 28 novembre 2010 WikiLeaks rende di pubblico dominio più di 251.000 documenti diplomatici statunitensi, tra cui molti confidenziali o segreti. Negli Stati Uniti viene accusato di spionaggio, accusa che può determinare la condanna all’ergastolo o la pena di morte. “Il 18 novembre 2010 il tribunale di Stoccolma spicca un mandato d’arresto in contumacia nei suoi confronti con l’accusa di stupro, molestie e coercizione illegale. Il reato contestatogli sarebbe quello di aver avuto rapporti sessuali non protetti, seppur consenzienti, con due donne, A. (militante femminista, segretaria dell’associazione “Brotherhood Movement” e autrice di una “Guida alla vendetta contro il partner” pubblicata sul web) e W., e di aver successivamente rifiutato di sottoporsi ad un controllo medico sulle malattie sessualmente trasmissibili, condotta considerata criminosa dalla legge svedese.” Alcuni stati provano a proteggerlo ed infine Assange diventa rifugiato politico nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra. Più volte è proposta la sua candidatura per il Premio Nobel per la pace, data la sua attività per favorire la e la libertà d’informazione.” (da Russia: talk-show e società di Isotta Esposito)

Mentre era agli arresti domiciliari, direttamente dalla propria abitazione, Julian Assange è stato anche il conduttore del talk-show The World Tomorrow, dove ha svolto alcune interviste globalmente importanti, che sono state riprodotte sul canale Russia Today (il talk-show è stato auto-prodotto da Assange ed i diritti di diffusione sono stati poi acquistati dal canale satellitare russo). “Assange è stato uno dei protagonisti mediatici che ha cercato di svelare alcuni segreti governativi, indipendentemente dall’appartenenza politica di uno stato. Non si è, quindi, posto a favore o contro il governo degli Stati Uniti, ma ha semplicemente intervistato alcune figure per poter giungere ad una verità più pulita. Dando importanza anche agli aspetti del mondo arabo (con ben tre puntate) Assange ha attirato la televisione russa, che ha visto nel suo talk-show un possibile oggetto di strumentalizzazione e ha offerto la possibilità di diffusione attraverso il proprio canale satellitare.”

Adesso, nella situazione di salute in cui si trova, Assange è costretto ad abbandonare l’ambasciata ecuadoriana per avere le cure adatte. Il ministro degli esteri ecuadoriano, Ricardo Patino, ha scritto su The Guardian, che il suo paese rinnova il suo impegno a favore di Assange, chiedendo anche che il fondatore di Wikileaks possa abbandonare l’ambasciata e trasferirsi definitivamente in Ecuador. “We are concerned about the consequences of an eventual medical emergency without access to hospital facilities or care. The United Kingdom and Sweden should consider whether they are willing to assume such consequences.” – Siamo preoccupati per le conseguenze di un’eventuale emergenza medica senza l’accesso alle strutture o cure ospedaliere. Il Regno Unito e la Svezia dovrebbero valutare se sono effettivamente disposte ad assumersi tali conseguenze.

Patino, ha anche ribadito che, tutti al mondo sono consapevoli che i diritti umani di Julian Assange sono stati violati. Il Regno Unito, la Svezia, gli Stati Uniti, non possono non tenere in considerazione lo stato di salute di Assange. Con l’Ecuador, tantissimi stati lo appoggiano, anche l’Italia, che nel novembre 2013 aveva indetto una petizione online per chiedere la sua candidatura al Parlamento europeo 2014.

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