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Juventus – Napoli, intervista esclusiva a Angelo Forgione: “La Juve ha sempre vinto grazie alla Fiat”

Alla vigilia del big match della 25esima giornata della Serie A TIM, Juventus-Napoli, la redazione di UrbanPost ha intervistato il giornalista e scrittore napoletano Angelo Forgione, fondatore del Movimento V.A.N.T.O. per la rivalorizzazione del patrimonio culturale e artistico partenopeo. Il giornalista ha parlato della partita, delle due squadre e delle differenze sociali e culturali che intercorrono fra le due città.

Juventus-Napoli ha sempre avuto motivi extracalcistici, la ricca borghesia contro il proletariato. Maradona diceva: “C’era la sensazione che il Sud non potesse vincere contro il Nord”. Quello che ti chiedo è questo: oggi, con il Napoli primo in classifica e con la città che fa registrare il picco di turisti e sembra voglia ripartire dall’oro della sua terra, c’è ancora questa sensazione?

Sì, c’è sempre la sensazione che sia una partita che segni lo spaccato dell’Italia: il Sud contro il Nord dei poteri forti, nonostante la Fiat sia andata all’estero, la Juve è sempre proprietà Exor, il Napoli, invece, è una società sportiva che regge su una gestione molto oculata, senza debiti. Dunque sono due gestioni molto diverse che riprendono proprio le differenze tra Nord e Sud.”

I tifosi juventini inneggiano al Vesuvio o intonano cori razzisti e ai tifosi napoletani vietano le trasferte. Cosa ne pensi?

Fondamentalmente la gestione della sicurezza in Italia negli stadi è completamente fallimentare, quindi si pensa, piuttosto che trovare una soluzione idonea, ad accantonare il problema. Per loro la soluzione più facile è chiudere le curve, ma questo non significa risolvere il problema. Il problema della sicurezza negli stadi va avanti da sempre, non è un problema degli ultimi anni, ma l’Italia se lo porta indietro dal ventennio fascista.”

Angelo dal tuo blog abbiamo appreso che la storia della pluriscudettata Juventus parte da una retrocessione: raccontaci in breve la storia

Quella era la Juventus non ancora nell’ottica della Fiat, non ancora forte, viveva all’ombra delle polisportive amatoriali, come la Pro Vercelli o il Novara. Poi ci fu una scissione, alcuni soci abbandonarono la Juventus per formare il Torino, e quindi la società si trovò in situazioni economiche veramente disastrose. Erano anni pre-prima guerra mondiale (1913) e le squadre meridionali non erano invitate a partecipare al campionato. Ci fu una mozione promossa da un dirigente del Napoli e grazie a questa mozione le squadre meridionali riuscirono a gareggiare in una finale contro la vincitrice del campionato del Nord. Con questa mozione fu introdotto anche il titolo sportivo, ovvero le retrocessioni e la prima ad essere colpita fu proprio la Juventus, che era arrivata all’ultimo posto. Per le situazioni economiche disastrose scelsero la via dello scioglimento, ma in un’assemblea dei soci un dirigente trovò un accordo con la Federcalcio e quindi clamorosamente la Juventus fu spostata nel girone della Lombardia. Fu un artificio per tenere in vita la squadra. Dopo 10 anni arrivò la Fiat e avviò l’epopea della Juventus. Nel periodo fascista la Fiat non era a capo della squadra bianconera e anche in quel periodo non vinsero nulla, questo per far capire che tutti i trionfi della Juventus sono targati Fiat.”

Passiamo al campo: come arriveranno Juventus e Napoli alla sfida e chi vedi favorita?

Il Napoli cerca l’impresa, non va lì per chiudersi, anche perché è una squadra che non sa gestire il risultato. Il vero problema per il Napoli sarà il fattore ambientale. Sarà un bel banco di prova per capire se il Napoli è maturo abbastanza per superare un fortino come quello dello Stadium di Torino. Una vittoria o un pareggio significherebbe avere un punto in più, anche in virtù degli scontri diretti.”

Il Napoli ha veramente la possibilità di vincere lo scudetto e cosa significherebbe per la città?

Il Napoli ha seriamente la possibilità di vincere lo scudetto e per la città sarebbe una vetrina, non tanto per la nazione, quanto all’estero, perché il Napoli vincendo lo scudetto porterebbe il suo nome all’estero. Lo scudetto inoltre darebbe lustro alla città. In termini economici credo veramente poco perché il calcio non risolve i problemi sociali. Spesso parliamo di riscatto sociale, ma questo deve essere ricercato sotto altri ambiti o aspetti. Però comunque la vittoria di un campionato porta gioia, euforia e fiducia. Napoli è un territorio arido, non ci sono industrie ed è già un miracolo come la società del Napoli da giochi da 6 anni consecutivi in Europa. “

Angelo la pensi anche tu come Liguori? Matematicamente ci sarà un errore arbitrale a favore della Juventus?

Io ho scritto un libro a riguardo di tutto ciò che accade fuori dal campo, ma questo non significa che matematicamente accada. Partiamo dal presupposto fondamentale che è quello della sudditanza psicologica: gli arbitri, anche se non hanno implicazioni extra-campo, in un certo modo hanno una sudditanza psicologica, per questo prima ho parlato di fattore ambientale. Questo non lo dico io, ma gli stessi arbitri: ci sono alcuni che hanno affermato di essere stati condizionati quando si trovano ad arbitrare squadre importanti; questo però non ci deve far dimenticare un fattore fondamentale: se una squadra è veramente forte deve saper superare quelle che alla lunga sono difficoltà particolari. L’anno scorso, ad esempio, nella semifinale di Europa League, dove era tutto scritto, il Napoli non ha saputo opporre resistenza rispetto a quella che era una decisione dettata dall’alto, ovvero far passare il Dnipro in finale. Questo però è un Napoli che ha dimostrato di saper reagire a tutte le avversità e quindi, se dovesse capitare che qualcosa dovesse andare storto, potremmo sperare in una squadra che di gol ne segna a raffica e quindi ribaltare il risultato.”

Sabato sera il big match combacia con la finale di Sanremo: Sarri e Allegri contro Conti e i suoi co-conduttori, chi la spunterà? 

Juventus-Napoli è una partita che coinvolge la prima e la quarta squadra in Italia per numero di tifosi, quindi ci sarà veramente una marea di gente che sarà concentrata sulla partita. Poi anche i tifosi del calcio che seguono il campionato non si faranno sfuggire la partita più importante dell’anno, perché ormai si è capito che Juventus e Napoli si giocheranno lo scudetto. La partita dunque dalle 20 alle 23, e forse anche dopo perché si sa che gli italiani sono legati anche ai commenti del post partita, rimarrano incollati a questa partita. Per Carlo Conti e per la finale di Sanremo ci sarà un danno incredibile, ma penso che questo lui l’abbia già preventivato.”

Riguardo alla nascita del Festival, è vero che è stata un’invenzione napoletana?

Sì, la nascita del Festival deriva da un’idea di Ernesto Murolo che portò la canzone napoletana a Sanremo. La prima manifestazione si tenne nei giorni di Natale (dal 24 Dicembre al 1 Gennaio del 1931). Questa manifestazione non era una gara, bensì una rassegna, senza nessun vincitore e aveva solo voci napoletane. L’idea poi fu ripresa da un giornalista torinese che introdusse, oltre che le canzoni italiane, il vincitore della gara. Il Festival di Napoli poi sparì, mentre restò in auge quello di Sanremo.”

Written by Vincenzo Mele

Nato a Napoli il 13 Agosto 1996, si è diplomato al Liceo Classico Adolfo Pansini, in Napoli. Attualmente frequenta la facoltà di Lettere moderne all'Università Federico II di Napoli. Giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei giornalisti della Campania. Si occupa di sport, tv e gossip.

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