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Kazakistan, proteste in piazza a favore dell’intimo sintetico

Al bando i merletti di pizzo sintetico: dal giugno 2014 non sarà più possibile né produrre né vendere questo genere di biancheria in tutto il territorio di Kazakistan, Russia, Bielorussia.

forconi polizia toglie casco

Che ci fosse qualche dissidente, c’era da aspettarselo. Ma che il provvedimento – che certamente non incontra il favore di molte donne – provocasse tante proteste in piazza, forse no.

È La Repubblica del 18 febbraio 2014 a pubblicare la curiosa notizia che nel Kazakistan gruppi di donne urlano slogan contro il governo sventolando mutandine di pizzo di fronte ai poliziotti.

Sette di loro sono state arrestate nella capitale del paese, ma pare che anche a Mosca – dove il mercato dell’intimo è in costante trend positivo – si stiano preparando delle proteste.

Negli intenti dei responsabili dell’Unione Doganale, tuttavia, non c’è nessuna azione moralizzatrice, quanto piuttosto il desiderio di tutelare la salute delle consumatrici. Molte infezioni ed allergie dell’apparato genitale, infatti, sarebbero dovute ad un uso massiccio di fibre sintetiche nella biancheria.

A causa di questo “abuso”, c’è chi stima che presto il 90 per cento della biancheria intima femminile prodotta in Russia non potrà più essere venduta.

(fonte La Repubblica; autore dell’immagine: Maria Kliò)

 

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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