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Keith Flint Prodigy: chi era il celebre musicista inglese morto oggi

La notizia della morte di Keith Flint, resa nota in mattinata, oggi lunedì 4 marzo 2019, ha subito fatto il giro di web e tv cogliendo di sorpresa i fan dei Prodigy, la band inglese simbolo dell’elettronica punk. Keith Flint, in particolare, è stato il volto simbolo degli anni ’90 in Inghilterra, incarnando perfettamente il senso di ribellione giovanile del periodo in un giusto mix di techno, dance e punk. Cantante e ballerino, Keith non è il leader assoluto o l’unico frontman della band, ma si può certamente definire l‘immagine più forte e pubblica dei Prodigy. Il gruppo, infatti, non ha una struttura classica con ruoli nettamente definiti ma l’impatto di Flint in scena era talmente potente da calamitare l’attenzione, rendendosi il protagonista di grandi show. La sua impronta molto personale e la sua voce, hanno contribuito notevolmente al successo dei tre dischi più famosi della band: Experience (1992), Music for the jilted generation (1994) e The fat of the land (1996), considerati i capolavori del gruppo.

Prodigy, Keith Flint: il ruolo nella band

La scomparsa di Keith Flint, trovato morto dalla polizia nella sua casa dell’Essex a soli 49 anni, ha scosso particolarmente il resto della band e Liam Howlett, che con Flint fu tra i fondatori del gruppo, sul profilo Instagram dei Prodigy ha comunicato: “La notizia è vera. Non ci credo ma devo dirvi che nostro fratello Keith si è ucciso nel weekend. Sono scioccato, arrabbiato, confuso e col cuore spezzato”. Sia Flint che Howlett sono di Braintree, nell’Essex, e insieme a Leroy Thornhill hanno messo in piedi la band alla fine degli anni ’80, contribuendo alla trasformazione della dance elettronica in un suono da grandi arene, producendo musica esplosiva e innovativa assolutamente travolgente.

Keith Flint, frontman dei Prodigy dagli anni ’90

Il percorso di Keith Flint all’interno dei Prodigy è stato multiforme: dopo aver fatto da “ballerino” per la band, a metà degli anni ’90, prende il ruolo di frontman, cantando Firestarter, con un look a metà tra il punk e l’horror, assolutamente in controtendenza con le boy band di ragazzi dal volto pulito che si affacciavano in quel momento nel panorama musicale. Il contributo dei Prodigy in quell’epoca è stato rivoluzionario e travolgente e li ha portati a dominare le scene inglesi e internazionali con una musica carica di elettronica e tensione. La band ha continuato la sua produzione musicale per tutti gli anni duemila e l’ultimo album, No tourist, era uscito lo scorso novembre, mentre per la band era previsto l’inizio di un nuovo tour a maggio ma molto verosimilmente sarà sospeso, almeno per il momento.

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