in ,

Kento Da Sud, Francesco Carlo si racconta: “Il mio disco un’esigenza comunicativa, vi racconto Resistenza Rap” (INTERVISTA)

Torna Kento, rapper calabrese che racconta con la sua musica la società odierna. Francesco Carlo, nome all’anagrafe dell’artista di Reggio Calabria – ma trapiantato a Roma – da qualche settimana è negli store con un doppio lavoro: Da Sud, il nuovo album di inediti, e Resistenza Rap, la prima esperienza da scrittore della sua carriera. Il nuovo disco, Da Sud, segna un nuovo capitolo della carriera di Kento & The Voodoo Brothers.

—> TUTTO SUL MONDO DELLA MUSICA

“Se con il primo album Radici era stata tracciata una svolta netta nell’interpretazione delle sonorità Hip-Hop che da un decennio hanno caratterizzato la produzione di Kento – si legge nella nota stampa diffusa dall’entourage dell’artista regginocon questo secondo lavoro arriva la conferma che la rotta è sempre verso il blues suonato, con incursioni di scratch, chitarre distorte e beat ancora più moderni e decisi.”

—> COSA SAPERE SUL MONDO DELLA MUSICA

In Da Sud: “Le rime e il flow non mancano, e stavolta mirano al confronto aperto con il cantautorato italiano più classico e la slam poetry. Momenti caratterizzati da ritmiche serrate e contemporanee si alternano a momenti più intimistici e riflessioni su soggetti sociali, in un filo teso tra The Roots e i Rage Against The Machine. Il nuovo album, che è stato prodotto dall’Associazione Antimafia daSud e distribuito da Goodfellas, arriva a poche settimane dalla partecipazione di Kento alla serata finale del Premio Tenco 2016, unico rapper presente. Kento, mc in controtendenza con il mercato discografico, mantiene vivo quello che era lo spirito originario del rap delle posse e racchiude nelle sue rime quello spirito di protesta e denuncia sociale, molto vicino al cantautorato italiano degli Anni ’70.”

—> LE INTERVISTE DI URBANPOST

Francesco Carlo, in arte Kento, continua a viaggiare nei club di tutta Italia portando in scena la sua musica. La redazione di UrbanPost lo ha raggiunto telefonicamente prima di esibirsi a Livorno. Ecco cosa ci ha raccontato in questa lunga e piacevole chiacchierata.

kento

 

Ciao Kento: Da Sud è il tuo ultimo lavoro discografico, cosa c’è di nuovo in questo album?
“Da Sud è il disco che mi assomiglia maggiormente. Si tratta di un album suonato in cui non ci sono campioni, si coniuga il blues con hip hop e prende ispirazione dal rap più moderno. È un disco influenzato dagli ascolti del migliore rap degli ultimi anni. Poi si tratta di un album con pezzi molto personali e collettivi, è un disco distinto ma molto noir.”

Due anni fa, invece, Radici. Qual è la differenza con il tuo ultimo disco?
“Dal punto di vista del suono è un disco molto più elettrico (Da Sud, ndr.), dinamiche con le batterie ancora più riconoscibili. C’è un sound analogico. Per quanto concerne le liriche, invece, si tratta di un disco più immediato e istintivo. L’album Radici l’ho scritto in tre anni. Da Sud in tre mesi. C’era esigenza comunicativa.”

da-sud-kento

Il tuo nuovo lavoro discografico presenta una serie di riferimenti politici: iniziamo da Salvini. Davvero non vuoi leghisti ai tuoi concerti?
“Ecco, proprio questo è uno degli aspetti della mia esigenza comunicativa. Si tratta di una presa di posizione volutamente molto esplicita e appositamente sopra le righe. Dal rap italiano manca il valore di base: il rifiuto di ogni forma di razzismo. Ecco, il titolo del mio album, “Da Sud”, non si riferisce solo del Sud italiano ma del Mediterraneo. Ecco, io dai rapper mi aspetterei una presa di posizione molto forte nei confronti della xenofobia.”

E poi Piazzale Loreto: c’è un chiaro riferimento a Mafia Capitale. Cosa ne pensi dell’attuale situazione politica?
“Il senso di quella canzone non è quello di ridire cose già dette da altri cantanti. Piuttosto, evidenzio l’esigenza di raccontare l’attualità politica, di una mia presa di posizione antifascista. Oggi c’è una finta sinistra che fa business con questa gente. Per me il fascismo si è lavato la faccia e si è messo la giacca. Sull’attuale posizione politica, invece, si tratta di una situazione instabile e ci sono dei movimenti politici xenofobi e populisti. La ricetta migliore? La musica: con questo strumento si può raccontare al meglio la questione sociale.”

kento-da-sud

Racconti anche storie di ‘ndrangheta in “Da Sud”. Una in particolare è quella di Totò Speranza. Cosa ti ha spinto a scriverne un pezzo?
“Mi fa molto piacere che si evidenzi l’importanza di questo brano. Anche perché tra qualche settimana ricadrà il ventennale dalla morte di Totò Speranza. Ieri mi ha scritto sua figlia dicendomi delle bellissime parole, mi ha scaldato il cuore perché vuol dire che questo brano ha reso giustizia alla sua figura. Il brano su Totò Speranza racconta la storia di questo batterista reggae ucciso nel 1997 dalla ‘ndrangheta per un debituccio d’erba. Nel disco racconto non la sua storia ma immagino che lui parli oggi ai giovani e racconti la nostra società.”

Hai letto le recenti esternazioni di Poletti, Ministro del Lavoro? Nel tuo disco si parla anche di emigrazione. Cosa ne pensi di chi lascia la sua terra natia?
“Credo che le esternazioni di Poletti siano state ampiamente infelici. Un tempo c’era bisogno di emigrazione per necessità economica, oggi l’esigenza è quella di poter avere una vita migliore. E non è una scelta da criticare. Anche perché io sono stato il primo ad allontanarmi. Ma è bene non dimenticarsi mai le proprie radici.”

In “Il Debito” troviamo anche la partecipazione di Gianni Spezzano (Gomorra, ndr.). Ci racconti come è nata questa collaborazione?
Gianni Spezzano è un attore molto divertente. Si tratta di una voce libera del nostro Sud, un giovane attore e mi ha fatto piacere ospitare la sua voce nel disco Da Sud. Lui in Gomorra è insieme a Ciro Di Marzio ed è uno dei pochi a essere rimasti in vita. Gli ho detto: ‘Vuoi vedere che ti ho portato fortuna?’.”

resistenza-rap

Hai anche scritto un libro: “Resistenza Rap”. Di cosa parla e qual è stata la tua esperienza da “scrittore”?
“L’idea è nata dall’editore (Round Robin) che aveva letto alcuni punto di viaggio in Palestina, Calabria, in giro per l’Italia. L’editore mi ha detto che poteva andare come libro, io ho aggiunto qualcosa di rap e hip hop non partendo dalla superficialità bensì dal contenuto. Ho raccontato la mia storia, ho parlato dei Kalafro. Ecco, penso di aver evidenziato degli esperti che non porterà soldi ma l’esperienza più vera.”

Kento, sei anche tu tra “i traditori” della Siae in favore di Soundreef. Come mai questa scelta? Come ti stai trovando?
“Non mi piaceva la mancanza di trasparenza di Siae. Evidenziavo un atteggiamento di supponenza nel trattamento degli artisti, non c’era rapporto umano e la sensazione era di avere a che fare con una macchina. Soundreef, invece, ha un volto molto più umano. E poi fa parte di quel crowfdunding partecipativo che tanto mi piace e presente anche in Da Sud. Diciamo che amo tutto quel che è alternativo all’attuale sistema musicale.”

Sei uno dei rapper di maggiore fama nazionale. E non possiamo esimerci dal farlo: cosa ne pensi della querelle tra Fedez, Marracash e Guè Pequeno?
“Una volta i rapper si sparavano, oggi se le suonano a suon di battute alle sfilate di moda. Ecco, non voglio che la gente si spari, chiaramente, ma almeno si sfidassero sui contenuti…”

Diretta Brescia – Avellino dove vedere in tv, info Rojadirecta e streaming gratis Serie B

Influenza gennaio 2016 2017 sintomi vaccini rimedi naturali picco

Influenza gennaio 2016/2017: sintomi, picco, rimedi naturali, decessi in aumento