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Kiko Arguello choc: ‘Il femminicidio è colpa delle mogli che non amano più i mariti’

Kiko Arguello, iniziatore del cammino neocatecumenale, ha suscitato imbarazzo e varie polemiche su una affermazione riguardante il femminicidio, attribuendo la colpa di questo alle mogli che non amano più i mariti. Imbarazzi e polemiche quelle che scorrono tra la gente e Arguello che ha parlato dal palco di San Giovanni in Roma sabato 20 giugno in occasione del Family Day.

 “Dicono che questo tipo di violenza di genere sia a causa dalla dualità maschio-femmina. Bene, non è così. Se quest’uomo (riferito all’uomo svizzero che rapì le figlie e poi si uccise) è ateo nessuno gli conferisce l’essere come persona, ha solo una moglie che gli dà un ruolo: ‘Tu sei mio marito’ e così lui si nutre dell’amore della moglie” afferma Arguello.

Poi continua il discorso stupendo un poco il pubblicoMa se la moglie lo abbandona e se ne va con un’altra donna quest’uomo può fare una scoperta inimmaginabile – prosegue – perché questa moglie gli toglie il fatto di essere amato, e quando si sperimenta il fatto di non essere amato allora è l’inferno. Quest’uomo sente una morte dentro, così profonda che il primo moto – continua Arguello – è quella di ucciderla e il secondo moto, poiché il dolore che sente è mistico e terribile, piomba in un buco nero eterno e allora pensa: ‘Come posso far capire a mia moglie il danno che mi ha fatto? ‘Allora uccide i bambini. Perché l’inferno esiste. I sociologi – conclude Arguello- non sono cristiani e non conoscono l’antropologia cristiana, il problema è che non possiamo vivere senza essere amati prima dalla nostra famiglia, poi dagli amici a scuola, poi dalla fidanzata e infine da nostra moglie”. Molti i temi del suo lungo intervento: dall’Europa che è fuoriuscita dall’ottica del Vangelo, al 38% dei italiani che ormai non battezza più i figli, all’ Apocalisse, al rapporto genitori-figli, ai bambini infelici cresciuti da omosessuali. Attancando duramente  la Cei, la Conferenza Episcopale italiana. Arguello ha infatti sostenuto che le sue parole, a differenza di quel che diceva il segretario della Cei, erano accompagnate dal Papa, dicendo appunto sul palco “Il Papa è con noi“. Salvo poi essere stato ripreso dalla Cei che ha parlato chiaramente di una “caduta di stile” del pittore Spagnolo e aggiungendo che “Contrapporre il Papa alla Cei e, nel caso specifico, al suo segretario generale è strumentale e non veritiero”.

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