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Kobe Bryant ritiro, il grande giorno è arrivato: #GrazieKobe

Kobe Bryant smette. Questa notte, al cospetto degli Utah Jazz, Los Angeles darà l’ultimo saluto agonistico all’icona dei Lakers: il numero 24, dopo vent’anni di onorata carriera, appende le scarpe al chiodo. Eroe di due generazioni, degno erede di Michael Jordan, l’amore dell’Italia nei confronti di Kobe Bryant è sempre stato maggiore rispetto ad altri paesi: questioni di vita, avendo lui vissuto più di qualche anno nel “Bel Paese” seguendo la carriera del padre, cestista meno conosciuto e impegnato con la canotta della Viola Reggio Calabria e della Pallacanestro Reggio Emilia.

Sarà una lunga giornata di saluti per Bryant, Facebook ha già avviato un hashtag vincente lanciato dalla pagina “La Giornata Tipo”: #GrazieKobe, con ricordi, fotografie, autografi, magliette, ricordi di amici e delle notti insonni ad ammirare il maestro di questo incredibile sport. E come tutti i grandissimi campioni, ha avuto con il basket un rapporto di amore e odio: la palla a spicchi gli ha dato e gli ha tolto, lo ha reso idolo e, alle volte, anche “distrutto” moralmente. Kobe Bryant ha un palmares ricco come pochi: in bacheca conta ben 5 titoli vinti con la casacca dei Los Angeles Lakers e niente poco di meno che tre medaglie d’oro alle Olimpiadi a cui ha preso parte con la canotta degli Stati Uniti.

Bryant aveva già dimostrato, nel lontano 1996, di che pasta fosse fatto: al suo primo All Star Games da “rookie” aveva conquistato lo “Slam Dunk Contest” tanto da meritarsi, nella stagione successiva, già una prima partecipazione nella squadra All Star per scelta dei tifosi. Ma Bryant ha dovuto fare i conti anche con un mondo tutt’altro che amico: nel 2004 i rapporti con O’Neal si conclusero malamente dopo essere stato accusato di stupro. Come non ricordare le magie della notte 2006 contro Toronto? Ben 81 punti messi a referto, numeri da capogiro e prova di forza disumana da parte di Kobe Bryant; solo nel 2007, invece, il numero 24 dei Lakers ha conquistato il primo titolo come MvP, ovvero miglior giocatore della Lega. Una delle ultime gioie della sua carriera agonistica è del 6 febbraio 2012: Kobe Bryant diventa il quinto miglior marcatore della storia Nba superando proprio il rivale di sempre, Shaq O’Neal. E adesso Kobe, dopo un lungo conto alla rovescia è al: “Ball in my hands… 5, 4, 3, 2, 1… Love you, always.”

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