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Kurt Cobain morte: è stato assassinato? Ecco gli indizi che cambierebbero la storia

Kurt Cobain morte: è stato assassinato? Gli indizi che cambierebbero la storia

Oggi Kurt Cobain, storica voce dei Nirvana, avrebbe compiuto 50 anni. Ma  Kurt Cobain è stato trovato morto nella sua casa due decenni fa, dopo un apparente suicidio. Ad oggi, però, la causa della sua morte rimane ancora un mistero. Nonostante sia stata trovata una lettera firmata dal frontman dei Nirvana che ha fatto pensare a un suicidio, sono in molti a credere che il cantante sia stato assassinato.

A rimettere in luce questa teoria, un anno fa, un nuovo documentario che ha cercato di scoprire indizi freschi per avvalorare l’ipotesi. Nel docu-film dedicato alla morte di Kurt Cobain ci sono esperti intenti a sezionare e studiare proprio la nota ritrovata accanto al corpo del leader dei Nirvana: i risultati di questo studio gettano una luce sinistra sulla vicenda poiché pare che chiariscano che la lettera non sia stata scritta da lui.

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Kurt Cobain morte: è stato assassinato?

Kurt Cobain morte. Il leader dei Nirvana è stato assassinato? L’ex capo della polizia di Seattle Norm Stamper, che stava al timone del dipartimento di polizia di Seattle negli anni 1994-2000, al centro del documentario girato da Statler dichiara infatti che l’indagine sulla morte di Kurt può dirsi riaperta.

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Secondo la versione ufficiale dei fatti, il cantante dei Nirvana si è ucciso con un colpo di fucile alla testa il 5 aprile del 1994, nella sua casa nei pressi del lago di Washington, nella zona di Seattle. Ma la prematura e violenta morte del musicista ha dato vita a un’enorme speculazione, facendo sorgere l’ipotesi che possa essere stato assassinato.

Kurt Cobain morte: le indagini di Tom Grant

Le indagini sulla morte di Kurt Cobain sono state portate avanti dall’investigatore privato Tom Grant, assunto dalla moglie di Cobain, Courtney Love.  La nuova versione punta il dito contro Courtney, poiché Heidi Harralson, un ispettore che ha esaminato il documento ha presentato i risultati della sua indagine sulla lettera di suicidio che la compagna di Kurt Cobain ha tenuto sotto chiave in una cassetta di sicurezza dopo la morte del marito.

Kurt Cobain

Heidi spiega di aver scoperto un ‘foglio di pratica della scrittura a mano’ trovato nella borsa di Courtney che conteneva diverse lettere dell’alfabeto, ed è stato confrontato con il biglietto d’addio. Il foglio contiene ‘le combinazioni di lettere che si trovano nella parte inferiore della lettera di suicidio,’ spiega Heidi nella clip.

Kurt Cobain morte: il mistero della lettera

Il corpo principale della nota, che si rivolge all’amico di infanzia immaginario di Cobain “Boddah”, è sul rapporto di Kurt con la musica, c’è solo una piccola parte della lettera, le ultime quattro righe, in cui parla della sua relazione con la sua famiglia, in particolare con Courtney e la loro figlia Frances Bean, spiega Carole. “Questo è ciò che la maggior parte di noi considera un biglietto d’addio stereotipato: ‘Ti amo, starai meglio senza di me. Continuare ad andare avanti”.

Tom Grant, il detective privato che è stato intervistato, ha sostenuto che la lettera è una nota che annuncia che Cobain sta lasciando la moglie e si sarebbe ritirato dal mondo della musica – e non un addio alla vita. Ha detto che le ultime righe – che implicano il suicidio – sono state aggiunte in seguito da un individuo sconosciuto. Stamper è ancora più esplicito e dice di non essere convinto che Cobain sia stato vittima di un delitto, ma vorrebbe che polizia desse un’altra occhiata a tutti i fatti prima di giungere ad una conclusione definitiva.

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Kurt Cobain morte: i problemi legali sul documentario

Nessuna prova è mai stata trovata che Courtney Love non fosse in alcun modo coinvolta nella morte di suo marito. E infatti, Courtney ha cercato di impedire che questi nuovi documenti fossero rilasciati. Nel mese di giugno, il suo team legale ha emesso un ordine affinché fosse impedito al documentario di arrivare nelle sale. La ragione è che non poteva essere autorizzato dal marito: “Il film presenta una teoria cospiratoria falsa e ripetutamente smentita che accusa la signora Cobain di aver orchestrato la morte del marito Kurt Cobain”, ha scritto l’avvocato della cantante.

 

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