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Leaf Boat, la barca a vela più piccola del mondo: intervista al Guinness World Record Pasquale De Vito

Quando la passione diventa un vero e proprio business: è la storia di Pasquale De Vito, l’italiano che ha inventato la barca a vela più piccola del mondo riuscendo ad ottenere il riconoscimento ufficiale come “Guinness World Record”. Quella che ha rilasciato alla redazione UrbanPost – Business, è stata un’intervista divertente dalla quale sono emersi l’amore e la passione che sta mettendo in questa vera e propria sfida. Ecco cosa ci ha raccontato:

Dalla passione per la vela al Guinness World Record per la barca a vela più piccola del mondo. Qual è stato il percorso?
E’ nato tutto circa sette/otto anni fa come un gioco e come una piccola sfida personale, ovvero quella di realizzare una barca a vela miniaturizzata ma perfettamente funzionante, sulla scia del modellismo mondiale che andava sempre di più verso questa direzione. L’idea di fare un modellino di una barca a vela mi ha portato a confrontarmi con persone del settore che non hanno fatto altro che incrementare la mia voglia di vincere questa sfida. Per capire quale fosse la più piccola al mondo ho fatto delle ricerche e ho così scoperto che il mio modellino era decisamente più piccolo: da qui l’idea di partecipare al Guinness dei primati: nonostante il percorso articolato e la tanta burocrazia, dopo un anno è arrivato l’atteso attestato. Grazie ad una regata, ho conosciuto Paolo Rolandi del FaberLab di Tradate che mi ha invitato a presentare il mio progetto”

La piccola barca a vela è piaciuta tanto da avviare un crowdfunding. Ci sono già degli obiettivi?
“L’entusiasmo dimostrato alla presentazione è stato tanto: attualmente stiamo cercando tutto il necessario per l’industrializzazione, ovvero stiamo valutando i costi e i materiali necessari per la realizzazione su larga scala. Tutto ciò anche con lo scopo di una prossima iscrizione ad una campagna di crowdfunding su Kickstarter: ovviamente, proprio perchè siamo ancora in fase di valutazione delle difficoltà per realizzare la barca, non sappiamo ancora quali saranno gli obiettivi da raggiungere. La decisione comune, comunque, è quella di uscire sul mercato con un prodotto forte, dall’app per smartphone a materiali pregiati come il carbonio.”

Parliamo ora del modellino che, nonostante le dimensioni, è perfettamente funzionante. Quali sono le tecnologie usate?

“Quando ho iniziato non esistevano alcuni componenti che poi ho usato per la realizzazione del modello definitivo: per questo ho dovuto usare servocomandi, componenti di nanotecnologie spediti dal Giappone. Dopo qualche anno, invece, sono usciti dei modelli che già utilizzavano chip molto piccoli e molto leggeri: ho quindi comprato questi oggetti e utilizzato alcune delle parti elettroniche”

Sappiamo che il modellino è del tutto simile ad una barca a vela tradizionale. Quali sono i materiali usati?
“Per lo scafo ho usato il carbonio, materiale molto resistente ma altresì molto leggero. Per la vela, invece, ho utilizzato il mylar ovvero il materiale che si usa per le barche a vela reali ma per il modellino mi sono servito di una versione ultrasottile. Il bulbo, infine, è in piombo”

La barca rispecchia un modello già esistente?
“No. Non conoscendo molto l’ambiente del modellismo, ho studiato i modelli più performanti già esistenti sul mercato: la cosa più complicata, però, è stata quella di adattare le regole idrodinamiche ad un modello così piccolo. Per questo motivo ho dovuto reinventare alcune proporzioni senza tralasciare, però, la ricerca della bellezza arrivata dopo numerosi disegni, test e notti passate al lavoro per ottenere un oggetto funzionale ma anche esteticamente piacevole. Quali sono, quindi, le dimensioni del modellino? “La barca, in pochissimo spazio, riesce a fare tutte le andature e le manovre di una barca a vela tradizionale, anche la bolina ( il controvento, ndr). Per quanto riguarda le dimensioni, il modellino è 9,8 cm di lunghezza e largo solamente 4,6 cm: l’altezza, invece, è di 28,5 cm.”

Siamo arrivati alla fine ma, prima di salutarci, un’ultima domanda: un gioco ma utilizzabile anche a scopo didattico. Quali sono i possibili utilizzi del modellino?
“Le prime nozioni di vela sono fondamentali e il modellino potrebbe essere un modo ludico per apprendere: giocando e divertendosi gli allievi potrebbero rendersi conto di ciò che andranno a fare. Ovviamente potrebbe essere un modo simpatico anche per gli adulti: l’idea principale, sulla base del desiderio dell’esperienza tattile, era quella di offrire un’esperienza indoor con una piccola piscina e un sistema di ventilazione, senza necessità di uno specchio d’acqua vicina”

Per contatti o informazioni, è possibile visitare la pagina Facebook ufficiale o contattare l’ideatore alla mail leafboat.project@gmail.com.

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