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La collina dei conigli: un piccolo-grande mondo nascosto nel cuore del parco di Monza

Sono passati quasi 13 anni dalla mia prima volta. No! Fermi tutti! Non il mio rapporto! O meglio… Non sessuale per lo meno. Mi riferivo al mio primo rapporto coi ratti. No! Nemmeno detta così suona bene… Ricominciamo dall’inizio. Tredici anni fa ho scoperto che anche i ratti possono considerarsi animali domestici (oh! Così finalmente si capisce il senso della frase. OK. Continuiamo…). Ci ha pensato la mia amica Sarah a farmelo capire. Ero a Fullerton, Orange County, a venti minuti da Los Angeles. Ci ho trascorso un anno per il tanto chiacchierato “foreign exchange student program”. Tradotto per noi altri, lo “scambio culturale”. Per farla breve, ho frequentato il mio quarto anno di liceo là!

Sarah era avanti. Alternativa, originale, bizzarra, super femminile e “weird” al punto giusto. Proprio come piace a me. Studiavamo spesso insieme. Quel giorno decidiamo di andare da lei:
You absolutely have to meet my sweety-pie!” (trad. “Devi assolutamente conoscere il mio zuccotto dolce”)
Why not?”, pensavo io. “Chissà quale cucciolo meraviglioso mi spupazzerò oggi pomeriggio!”. Stare lontani da casa, a quell’età, porta a momenti di una nostalgia devastante. L’idea di potermi coccolare un animaletto mi rendeva felice come non mai.
Varchiamo quella porta. Sua madre non esita un attimo a fiondarsi tra le mie braccia:
Oooooh… Sooooo glad to meet you! Sarah has been talking about you for sooo long!” (trad. Ooooh… Che piacere conoscerti! Sarah ci ha parlato molto di te!)
Where’s my puppy?” (trad.Dov’è il mio cuccioletto), chiede Sarah.
In your room, honey!”(trad. In camera tua, tesoro).

Sarah si illumina d’immenso. Mi prende per mano e mi trascina al piano di sopra. Ci siamo… Sento quell’adorabile rumore entusiasta di unghiette nel legno tipico di quando si rincasa. Il cucciolo non vede l’ora di saltarci addosso, sono emozionata! Chissà che razza è… Quanti anni ha… Sarà scuro? Occhi chiari?… Ma si chiamerà proprio “Sweety Pie” o è un vezzeggiativo?
La nube di domande che mi stava massaggiando le tempie si è dissolta in un istante. Lo stesso istante in cui una scossa elettrica mi ha pervaso il corpo lasciandomi esanime. Da quella porta si è affacciato un essere che tutto poteva definirsi fuorché un “puppy” o uno “sweety pie”. Unghie lunghe, occhi rossi, coda larga come il mio dito indice e pelo folto: un ratto?!?!?!?!?!?
Sarah è incontenibile. In quel momento più del solito. Se lo prende in braccio, se lo spupazza a dovere, se lo bacia in lungo e in largo ( ed io che mi domandavo come potesse esser single una ragazza come lei…  Avevo appena trovato la risposta!) e di colpo si gira: era lì… con quel “coso” in mano, a fissarmi. Le sue braccia si protendono verso di me con la stessa luce negli occhi che noi donne abbiamo nel vedere il fermo immagine di Brad Pitt a petto nudo… No. Non ce l’ho fatta. Ho salutato, ho improvvisato un’influenza pestilenziale e me ne sono andata. Un ratto?!? Ma perché? Un’”americanata”, ho pensato io.
E invece no. Non si tratta di Stati Uniti. Non si tratta di una moda alternativa. Non si tratta di un’eccezione. Parliamo di una realtà. Un mondo. Un piccolo-grande mondo nascosto anche nel cuore del parco di Monza. Qui è avvenuta la mia seconda volta. A distanza di tredici lunghissimi anni.

 

Margherita Zanatta nel paese delle meraviglie, all'interno del parco di Monza

Margherita Zanatta nel paese delle meraviglie, all’interno del parco di Monza

Insegna

 

032 Amore a prima vista...
Sabato 09 novembre 2013: Valeria Panzeri mi ci ha portata, a “La collina dei conigli ONLUS”. Una villa fatiscente che accoglie il primissimo centro in Italia dedicato al recupero, alla riabilitazione e alla ricollocazione di piccoli animali provenienti da laboratori di sperimentazione. Un contesto familiare di entusiasti volontari che scalda i cuori nei freddi pomeriggi autunnali. Un contesto che lascia le porte aperte in attesa di qualche cuore scaldato che possa prendersi cura di loro… No, non dei volontari! Di “loro”… Loro recuperati da situazioni critiche. Loro speranzosi in una vita migliore. Loro in cerca di qualcuno che li adotti e possa garantir loro alimentazione, cure, spazi adeguati. Loro: conigli, porcellini d’india, criceti e altri piccoli animali. Loro. E anche…”loro”: i ratti. Lo sapevo… Prima o poi sarebbe dovuto risuccedere! Uff… Sospirone! Forza Marghe, forza. La Panzeri (nota “rattofila” convinta) ha detto che non sono obbligata ad entrarci nella stanza dei ratti. Ok, ok… Non ci vado. Io no! Punto.
Il nostro tour comincia dal piano terra. Anzi… Dal rinfresco tutto stile vegano (all’idea del ratt-incontro mi era venuta voglia di dolce. Mangiarci sopra è sempre la soluzione migliore!). Ma che carini! C’è anche l’angolo “regali di Natale” fatti a mano rigorosamente in tema “Collina dei conigli”!… O mio dio, è quasi Natale! Che ansia… Ok, non pensiamoci. Pensa ai ratti al piano di sopra e vedrai che ti passa!
Il mio primo incontro ravvicinato del “Collina-tipo” è stato proprio con un coniglio dalle dimensioni più o meno del mio golden retriever: “Fanno fatica ad essere adottati proprio a causa della loro mole! Tutti vogliono il coniglio nano…”. Io li ho trovati pazzeschi invece! Morbidi, puliti, impauriti e nonostante tutto non aggressivi. Non sono abituati al contatto umano. Non tutti, per lo meno. Mano uomo= siringa=nemico. Eh si… Perchè alcuni di loro sono ancora in fase di riabilitazione, quindi ancora nel bel mezzo del percorso di riadattamento ad un contesto umano anti-laboratorio. Altri invece han terminato alla grande e sono quindi pronti ad essere accolti tra le braccia di qualche famiglia. Ho provato una certa soddisfazione nel dare da mangiare al mio primo coniglio del giorno. E’ venuto lì, mi ha guardata, ha annusato con cautela la mela che reggevo in mano e con sicurezza è venuto a sgranocchiarsela mentre la tenevo ben salda. Li avrei portati a casa tutti, giuro. Tutti! Nessuno escluso (nessuno che non fosse ratto, s’intende…).

Al piano di sopra ci aspettavano nelle loro vasche una miriade di cavie. Ma voi col termine “cavia” non avete sempre pensato ai topolini bianchi? Io si! Cavie son tutte in realtà! Anche i procellini d’india! Ecco… qui tocchiamo un tasto dolente. Un amore a prima vista. Un amore ricambiato. Un amore a cui penso ininterrottamente da quel sabato 09 novembre. No no… Non ho perso la testa per nessun volontario. Non ancora, per lo meno. L’ho persa per lui: un piccolo porcellino d’india dal crestino arruffato, due piccole perle nere al posto degli occhi e un pelo da fare invidia al miglior peluche Trudy regalatomi durante l’infanzia (capitava raramente ma quando arrivava un Trudy erano regali seri!). Erano in tanti. Ce n’erano per tutti i gusti. Non chiedetemi come mai proprio lui. L’ho notato subito. Ho provato a prenderlo in braccio. Qualche resistenza iniziale da parte sua non mi ha fermata. Ed è stata subito intesa. Complicità. Me lo sono tenuta sul petto tutto il tempo. Sono pure contenta che mi abbia smangiucchiato l’orecchino, ditemi voi se non è amore questo! Lo è… Stavo già per portarmelo a casa, ma certi gesti non possono esser fatti d’impulso. Pensa Marghe! E informati! Eleonora infatti, leader del mio tour del giorno, capta istantaneamente il mio entusiasmo e lo stringe forte in poche parole: “Alt! Alt… Non sono fatti per stare soli. Soffrono. Almeno in coppia! C’è anche il suo fratellino…”, e mi indica un altro batuffolino animato nell’angolo della stanza che cominciava a rinfrescarsi. Guardo fuori. Buio. Che odio le giornate quando si accorciano!

No, non è fattibile per me. Faccio fatica a gestirmi da sola, a starmi dietro nei vari spostamenti, squilibri, cambiamenti. Quest’anno va così. Come posso pretendere di render conto ad altre due vite? Bisogna pensarci bene, sempre, prima di innamorarsi di un animale domestico. Non parliamo di un flirt estivo. Non si tratta di un amore fugace destinato a spegnersi. Adottare un cucciolo dev’essere la promessa (e non la speranza) di un amore costante. Ci vuole tempo, pazienza, affetto, spazio, impegno… O dei parenti disposti a sostituirci in maniera rapida ed efficace durante i nostri trasferimenti! Eh già. Ci ho sperato anch’io. Della serie- piccoli così me li porto in giro… E invece no. Pare siano molto delicati. Un colpo d’aria potrebbe essere letale per loro. Mi ci manca solo il senso di colpa a vita… No no, non posso. Ma neanche con un maglioncino della salute versione Barbie?… Mmm no. Pare proprio che sia un no. Eleonora me lo sta facendo capire attraverso uno sguardo decisamente più serio rispetto a quando mi raccontava dei picchi d’ormone perenni dei conigli. Lì ho capito che animale dovrei essere in una vita futura… O quale sono stata in una precedente, a seconda dei casi!
Ma lo sapete che i conigli, una volta sterilizzati, rimangono fertili ancora per tre lunghissime settimane?!? Non riuscirò più a guardarli con gli stessi occhi d’ora in poi. Profonda tenerezza, prima di varcare quella soglia de “La collina”. Infinita stima, finito il tour!

Un rumore di sottofondo aleggia nell’aria. Prrrr… Prrrr… Prrr. Ma che è?!? Mi guardo intorno. Alcune tra le cavie stanno ancheggiando. Alcune cavie stanno… Cosa?
Sculettando”, precisa Eleonora. “Si si! Le cavie si corteggiano. Fanno i loro versetti, sculettano… Sanno farsi conquistare!”… C’era troppo ormone in quella stanza per contenerci tutti. Serviva qualcosa di forte per placare gli animi. Gin? Vodka? No. I ratti… Ta-ta-ta-taaaaaan!

Vi ricordate il film “IT” di Stephen King? Bene. Credo sia stato il mio peggior incubo da piccola. Ho odiato i clown con tutta me stessa e rabbrividivo all’idea di un palloncino giallo in casa. Poi gli anni passano… I clown continuano a non entusiasmarmi ( chiedo scusa a tutti i pagliacci di professione, è più forte di me) e i palloncini gialli mi mettono allegria. Si cambia. Si cresce. Si rivalutano le prospettiva iniziali…
I ratti sono affettuosi, super intelligenti, generosi ed altruisti. La loro coda rimane larga come il mio indice, il pelo non è poi così folto come ricordavo e le unghiette sono uno spasso! Io qui a promuovere i ratti… Vi rendete conto?
No. Forse no. Ma certo… Non avete ancora trascorso una giornata a “La collina dei conigli”!
Fatecelo un giro se vi capita. Non è detto che torniate a casa con le mani piene ( anche se lo si spera…) ma una pompatina al cuore non ve la risparmia nessuno! Wow, che sensazione!
Rientro a Milano. No… Il mio piccolo-grande amore in versione porcellino d’india non è con me. E’ rimasto là, in attesa di qualcuno che possa dedicarsi a pieno a lui come merita. Ahi! … Stretta al cuore.
Ma c’è qualcosa al suo posto. Lì, sul sedile accanto a me. Un calendario
Con un’offerta minima di 10 euro (attraverso il loro sito internet www.lacollinadeiconigli.net o in alternativa scrivendo alle mail promozioni@lacollinadeiconigli.net e lacollinadeiconiglionlus@gmail.com) potete averne uno anche voi ! Sarà uno dei tanti calendari con foto di animali, starete pensando… No. Assolutamente no. Le foto non sono generiche: raffigurano ogni singolo abitante peloso de “La collina dei conigli”. Ma mi stavo dimenticando la cosa più importante di tutte: l’intero devoluto derivante dall’acquisto verrà interamente concentrato nel sostentamento del centro di recupero per il mantenimento degli animali.
Se invece del solito regalo sotto l’albero quest’anno volete fare un peluche più animato del solito, decisamente più impegnativo ma dalla soddisfazione assicurata sapete dove recarvi!
In tanti già si sono portati avanti con le adozioni. 66 conigli, 15 porcellini d’india e 56 tra topolini, ratti e altri piccoli roditori hanno già trovato una casa quest’anno.
La prossima potrebbe essere la vostra. Almeno per un calendario lo spazio non può mancare…

Marghe ed Eleonora, la guida

 

Marghe vs ratti: come sconfiggere le proprie fobie...Cavie

 

Vittoria!!!

 

Un adorabile mondo peloso

 

Impossibile non amarli!

 

Il calendario

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