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La lira diventa la moneta nazionale: accadeva 155 anni fa

Il 24 agosto 1862, a poco più di un anno dall’unificazione del Belpaese, la lira entra di diritto nella vita degli italiani. Vittorio Emanuele II introduce l’unificazione monetaria: un evento che cambierà le sorti della nostra penisola. Lo stampo delle lire viene affidato alla Zecca di Torino, la quale viene affiancata dagli stabilimenti di Milano e Napoli, i soli autorizzati a battere moneta, sotto il controllo della Banca Nazionale del Regno d’Italia.

Gli zecchini di Venezia, le svanziche del Lombardo-Veneto, gli scudi di Modena lasciano il posto alla lira, la moneta che non pochi italiani rimpiangono ancora oggi: quella che valeva la metà e durava il doppio. Le prime monete da 5, 10, 20, 50 e 100 (in lega d’oro) accanto ai tagli più piccoli in lega d’argento (1 e 2 lire, 20 e 50 centesimi) e in bronzo (1, 2, 5 e 10 centesimi) sostituiscono le 236 monete che circolavano in Italia (92 erano riconosciute dal sistema legale e 144, al di fuori di questi!). Impresso sulle monetine di qualsiasi taglio e materiale campeggiava il volto del Re, che da anni desiderava l’unificazione, e sul dorso lo stemma del regno. La banconota da mille lire, quella sorta di lenzuolo da 21×12 centimetri (tre volte esatte un’attuale banconota da 10 euro!) comincia a passare di mano in mano a partire dal 1872. Valevano non poco: pensate che nel 1946 lo stipendio di un operaio era di circa 10mila lire! Il motivo musicale «se potessi avere mille lire al mese!!!» fa capire il peso economico di quella banconota!

Proviamo a fare un tuffo nel passato: negli anni ’70 con 250 lire ci si poteva permettere una pizza; un pacchetto di patatine costava appena 30 lire; un ghiacciolo, invece, 100 lire. Gli amanti delle figurine con 500 lire potevano acquistare ben 10 pacchetti di figurine Panini. Via via però il valore della lira si è ridotto. Tant’è che è impensabile volerla nuovamente oggi sul mercato! Nel 2002 la lira viene mandata in pensione. Dal 1° gennaio 2002 si ha la doppia circolazione di lira ed euro, con il definitivo ritiro della prima il 1° marzo dello stesso anno. Così la lira è sparita per sempre lasciandoci con l’idea di avere in tasca meno, ma di spendere almeno il doppio. Eh già, perché quanti di voi al momento delle compere continuano a ragionare come se ci fossero ancora le vecchie lire?

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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