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La Mafia va a gonfie vele

La Mafia va a gonfie vele. E’ proprio il caso di dirlo dopo l’operazione messa a segno stamattina a Trapani dagli uomini della Divisione Anticrimine della Questura di Trapani e dai finanzieri del nucleo di Polizia Tributaria. Tra i beni sequestrati per un valore di 30 milioni di euro a due imprenditori considerati dagli inquirenti organici alla cosca del superboss di Cosa Nostra latitante Matteo Messina Denaro, c’è infatti anche un’area del porto di Trapani che nel 2005 ospitò la pre-regata dell’America’s Cup.

Guardia di Finanza Sequestri

L’operazione “Corrupti Mores” ha svelato gli intrecci affaristici tra la cosca di Messina Denaro ed alcuni imprenditori locali. I sequestri di oggi, disposti dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Trapani, hanno interessato 142 beni immobili, 37 beni mobili registrati, 36 conti correnti e rapporti bancari, 9 partecipazioni societarie e 6 società tra Roma, Milano, Gorizia e Pordenone e, naturalmente, Trapani.

Tra le aree sequestrate e sottoposte ad amministrazione giudiziaria c’è proprio il cantiere sull’area portuale di Trapani, i cui lavori finalizzati allo svolgimento della Luis Vuitton Cup del 2005, dell’importo di 50 milioni di euro, secondo il Tribunale di Trapani furono decisi da Cosa Nostra e in particolare da Messina Denaro.

Nella vicenda sono implicati altri imprenditori considerati nella “disponibilità” di Cosa Nostra e politici locali.

Written by Andrea Paolo

48 anni, nato in provincia di Reggio Calabria, emigrato negli anni '80 al nord, è laureato in scienze politiche. Ha lavorato come ricercatore all'estero e studia da anni la criminalità organizzata. Per UrbanPost si occupa di news di cronaca e di gossip sui personaggi del mondo dello spettacolo.

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