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La NASA offre un lavoro da 13mila euro: stare a letto per due mesi

Sarebbe la realizzazione di un sogno universalmente desiderato: essere pagati per starsene beati a letto a dormire o a non far nulla. E a permetterlo, per circa 2 mesi e mezzo, ci pensa la Nasa.

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L’annuncio è stato lanciato direttamente dal quartier generale della prestigiosa agenzia spaziale americana, alla ricerca di soggetti idonei per compiere un’importante studio relativo alla possibilità, da parte dell’uomo, di sopportare viaggi spaziali di lunga durata. Le “cavie” infatti, dovranno restare sdraiate a letto per ben 70 giorni, senza potersi alzare.

Potranno dormire, stare svegli, ascoltare la musica, parlare al cellulare, lavorare (ovviamente solo on-line), navigare in internet, leggere un bel libro e perfino giocare alla playstation. L’esperimento serve per verificare gli effetti della microgravità su un organismo che resterebbe in posizione sdraiata per parecchio tempo durante un viaggio spaziale dalle notevoli distanze, come, ad esempio, per raggiungere Marte.

Ma il compito non è per nulla facile. Oltre al fatto di non potersi alzare per un periodo così lungo, il letto di ciascun volontario sarà inclinato (dalla parte della testa) verso il basso di 6 gradi. Tale posizione serve a provocare una migrazione dei liquidi corporei verso la parte alta del corpo umano, simulando una condizione fisiologica simile a quella di un uomo nello spazio. In assenza di gravità, infatti, il sangue tende ad accumularsi di più verso le zone superiori, quelle più vicine al cuore sottoponendo, così, l’intero sistema cardiocircolatorio ad uno stress diverso dalle normali condizioni gravitazionali terrestri.

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Inoltre, la ridotta mobilità provocherà una temporanea atrofia muscolare e una ridotta densità ossea, come ci spiega la dottoressa Roni Cromwell, uno degli scienziati responsabili del progetto. Questo non rappresenta un particolare rischio durante il viaggio, in quanto con l’assenza di gravità, bastano piccoli movimenti degli arti per potersi liberamente muovere nel vettore spaziale. Il problema si presenta una volta arrivati sul pianeta di destinazione o dopo essere rientrati sulla Terra, dove i viaggiatori spaziali devono fare di nuovo i conti con la forza di gravità. Con questa ricerca sarà possibile individuare e mettere in campo tutte le contromisure per riabilitare gli astronauti alle normali condizioni di vita terrestri.

Ma per far parte degli eletti volontari di questa ricerca, bisogna possedere alcuni requisiti, superare diverse visite mediche nonché alcune prove pisco-attitudinali e farsi diverse chiacchierate dagli psicologi, per prepararli all’eroica impresa di starsene a letto per ben 15 settimane. In effetti “quello che faremo aiuterà gli astronauti a stare in salute nello spazio”, ci tiene a ribadire la Cromwell.

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Ai volontari, che verranno alloggiati in un centro specializzato in Texas, dove anche bagni e docce sono state predisposte per avere la stessa inclinazione dei letti, sarà corrisposta per il “disturbo” la modica cifra di 18.000 dollari (circa 13.500 euro). Insomma, 6500 euro al mese. Ma questi sono dettagli. Sicuramente, la soddisfazione più grande, per le cavie spaziali, sarà quella di aver contribuito a realizzare notevoli progressi scientifici nella conquista dello spazio da parte dell’Umanità.

Un sogno che soli in pochi potranno permettersi. Proprio come guadagnare tanti soldi restandosene a letto!

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