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La Nuova Zelanda non è un Paese per grassi: immigrato obeso rischia espulsione

La Nuova Zelanda non è un Paese per grassi: sembra una frase assurda, una rivisitazione in chiave ironica del titolo del celebre film dei fratelli Coen “Non è un paese per vecchi” e del romanzo omonimo di Cormac McCarthy da cui è tratta la pellicola, invece è la pura verità. La Nuova Zelanda è un Paese in cui chi è grasso e sovrappeso viene espulso.

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È questa la fine che potrebbe toccare ad Albert Buitenhuis, uno chef sudafricano che vive da alcuni anni in Nuova Zelanda. L’uomo, che pesa 130 chilogrammi, rischia di essere espulso dal paese in cui vive a causa della sua stazza fisica, non accettata dalla citta di Christchurch, dove vive da sei anni. Secondo le autorità locali i suoi chili di troppo sarebbero la dimostrazione di un ”tenore di vita non accettabile” e, per questo motivo, potrebbe ben presto arrivargli notizia della sua espulsione dalla Nuova Zelanda.

Questa drastica soluzione è stata presa dal governo della Nuova Zelanda a causa dell’alto tasso di obesità che si registra in tutto il Paese: oltre il 30% della popolazione, infatti, è in sovrappeso. “E’ importante che tutti gli immigrati abbiano un tenore di salute accettabile per ridurre al minimo i costi e le richieste dei servizi sanitari della Nuova Zelanda”, ha dichiarato un portavoce del ministero dell’Immigrazione. Albert Buitenhuis, lo chef sudafricano che da sei anni vive in Nuova Zelanda, è già dimagrito di 30 chilogrammi da quando è residente nella città di Christchurch, arrivando a pesare 130 chili, ma il suo peso ancora non coincide con gli standard accettati dal governo neozelandese.

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