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La perdita del compagno spezza il cuore, rischio d’infarto più alto dopo il lutto secondo uno studio danese

La perdita del proprio compagno spezza il cuore e non in senso figurato: il rischio di infarti e malattie cardiache, infatti, si innalzerebbe drasticamente dopo la perdita del proprio partner e sino ad un anno dopo la sua scomparsa.

Perdere il proprio compagno di una vita o coniuge è inevitabilmente uno degli eventi più dolorosi che possano succedere nelle nostre vite: sino ad oggi, però, nessuno sapeva che la morte del proprio partner può innalzare notevolmente il rischio di malattie cardiache. A parlarne è la rivista “Open Heart” sulla quale è stato pubblicato uno studio condotto dalla danese Aarhus Universitet: in particolare, i ricercatori hanno verificato che chi subisce la perdita del proprio compagno corre, per un anno intero, il rischio di fibrillazione atriale ovvero un’alterazione del battito cardiaco a sua volta in grado di provocare ictus e infarto.

Lo studio è stato condotto su 88.612 sane e altrettante alle quali era stata diagnosticata la fibrillazione atriale per la prima volta: dai dati raccolti, è emerso come il rischio di sviluppare l’aritmia cardiaca sia più alto del 41% qualora si sia subita la morte del proprio compagno ma si può arrivare anche al 57% se la morte è stata improvvisa e quindi non “metabolizzata”. Un dato molto interessante è quello relativo all’età delle persone studiate: a due settimane dalla perdita, è stato calcolato che il rischio di infarto di persone con età inferiore ai 60 anni era doppio rispetto ai vedovi over 60.

(Foto: Tharakorn/Shutterstock)

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