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“La prostituzione non è reato”: così dice la Cassazione

Prostitursi è possibile e non trasgredisce alcuna legge dello Stato: così si è pronunciata pochi giorni fa la Corte di Cassazione rigettando un ricorso del procuratore capo della Repubblica di Rimini, Paolo Giovagnoli.

prostituzione

 

Il magistrato aveva contestato alla suprema Corte le assoluzioni di massa da parte del giudice penale di Rimini per centocinquanta lucciole scoperte da polizia e carabinieri a prostituirsi in strada e denunciate per inottemperanza al foglio di via.

È “Il Fatto Quotidiano” del 16 dicembre 2013 a riportare la notizia e a ripercorrere nei dettagli la lunga querelle giudiziaria cominciata nel 2010 quando l’avvocato Massimiliano Orrù chiese e ottenne l’assoluzione per una prostituta, sua assistita. In quel caso fu un giudice civile a bocciare la richiesta di allontanamento dal territorio italiano presentata dal Questore di Rimini. Ma pochi mesi dopo anche il tribunale di Bologna e quello di Roma gli diedero ragione.

Un triplice successo, che fece accorrere al legale decine di prostitute. Fino ad una quindicina di giorni fa, quando il procuratore capo Giovagnoli, per mettere una parola definitiva a questa interminabile diatriba giudiziaria, presentò ricorso in Cassazione contro quelle sentenze.

Il resto è diventato storia nota. Un verdetto emesso a tempo di record, quello della Cassazione, che sicuramente farà parlare di sé riportando negli argini della legalità chi finora non lo era.

 

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