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La psicologia della Gestalt al servizio della fotografia, parte terza: chiusura

Continua il nostro viaggio alla scoperta di come la psicologia della Gestalt può essere applicata alla fotografia con una breve analisi sulla chiusura. Il nostro cervello ha la capacità di chiudere eventuali buchi presenti in una immagine e di completare forme non finite. In pratica il cervello è in grado di riconoscere e classificare elementi presenti in una foto o in un’immagine anche se sono incompleti perché tagliati dai bordi della stessa.

Questa capacità di interpretazione del cervello può essere utilizzata dal fotografo per creare immagini più interessanti e per fissare l’attenzione dell’osservatore. Fotografie che coinvolgono l’osservatore in modo attivo funzionano meglio ed attirano maggior attenzione di quelle che non lo fanno.  Un modo per coinvolgere l’osservatore è creare immagini che sfruttino la chiusura, dove il soggetto tagliato che si interseca con i bordi invita l’occhio a muoversi lungo l’immagine ed esplorarla.

Tagliare il soggetto può essere quindi un buon trucco per comporre fotografie in modo più coinvolgente, occorre però fare attenzione Allestetica generale dell’immagine (i tagli devono essere dettati dal buon gusto e mai casuali) e considerare con attenzione quello che si sta escludendo. Non bisogna infatti commettere l’errore di eliminare elementi o parti del soggetto fondamentali per il suo riconoscimento o per rendere intellegibile il messaggio che si desidera trasmettere.

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