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La Repubblica compie 40 anni: Eugenio Scalfari, Ezio Mauro e Mario Calabresi

Oggi, 14 gennaio 2016, il quotidiano La Repubblica compie quarant’anni, un’età molto importante, quella della “maturità!” Un giornale che all’esordio poteva contare su rotative in grado di stampare venticinquemila copie, anche se, come dice Eugenio Scalfari, storico fondatore e direttore per vent’anni, il primo numero fece subito trecentocinquantamila copie; un giornale che non si è mai schierato pur assumendo una veste di sinistra liberale, ma mai dichiaratamente verso un partito e men che meno un giornale di partito. Questo sia con la direzione di Scalfari che con quella di Ezio Mauro che prese il suo posto nel 1996 fino ad oggi.

Vent’anni a testa al timone di questo colosso dell’editoria italiana e da domani salirà in sella Mario Calabresi. La Repubblica nacque come detto da un’idea di Scalfari che aveva già diretto in precedenza il settimanale L’Espresso. Con lui da subito in redazione Gianni Rocca, Giorgio Bocca, Miriam Mafai, Natalia Aspesi, Gianni Clerici solo per citare alcune tra le “penne” più famose del periodo. Le vignette satiriche furono affidate al “maestro” Giorgio Forattini. La cosa che colpì di più i lettori fu il formato del giornale, un’edizione dal taglio berlinese. Solo sei colonne, contro le tradizionali nove e inizialmente l’uscita dal martedì alla domenica saltando il numero del lunedì, tradizionalmente dedicato in gran parte allo sport dagli altri quotidiani. Diversa anche la scelta per le pagine della cultura, non alla terza ma bensì nel paginone centrale. Una sorta di rivoluzione grafica. Punta molto sui commenti e sulla cronaca politica.

Inizia con una media di circa centodiecimila copie al giorno per arrivare nel 1979 a quasi duecentomila. Nel 1981 arriva lo scandalo del Corriere della Sera, all’epoca il quotidiano più venduto, che pare fosse finanziata dalla loggia P2. Di fatto passarono a La Repubblica due firme enormi del nostro giornalismo come Enzo Biagi e Alberto Ronchey. Continua la linea verso la sinistra riformista e nel 1985 arriva a vendere quasi quattrocentomila copie scavalcando la Stampa e collocandosi al secondo posto tra i quotidiani italiani, alle spalle del solo Corriere della Sera, rivale storico. Il “sorpasso” avviene nel 1987 con oltre settecento mila copie. Da quel momento è un continuo botta e risposta tra i due quotidiani che s’inventano di tutto. Il Corriere il sabato offre ai lettori in omaggio il settimanale Sette, risponde La Repubblica con Il Venerdì. Nel 1996 arriva alla guida Ezio Mauro ed Eugenio Scalfari rimane in qualità di editorialista. Con Mauro arriva anche il colore nel 2004 in tutte le pagine. Foto a colori che danno una svolta a tutti i quotidiani del nostro Paese. Da domani assumerà la guida Mario Calabresi, terzo direttore per La repubblica e noi di UrbanPost non possiamo che augurargli un sincero “In bocca al lupo” con Urban Memories.

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