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La sindrome di Asperger ha reso Syd Barrett un immortale della musica, ma LSD lo ha distrutto

La sindrome di Asperger viene comunemente definita come una forma di autismo ad alto funzionamento. Gli esperti, in realtà, non sanno ancora come considerarla. Molti dei sintomi che caratterizzano questa sindrome, però, ricadono nello spettro di segnali che identifica l’autismo. Molti artisti e scienziati potrebbero averne sofferto, uno fra questi è Syd Barrett, un tempo voce e mente ispiratrice dei Pink Floyd successivamente caduto in disgrazia a causa di una grave forma di schizofrenia.

La sindrome di Asperger non comporta ritardi neurologici o nello sviluppo del linguaggio. Chi ne è affetto prova disagio e difficoltà nell’interagire con le altre persone. Fatica a comprendere la mimica facciale ed è scarsamente empatico. Tende, inoltre, ad assumere comportamenti ripetitivi e rituali allo scopo di avere ogni cosa sotto il proprio controllo. Capita che alcuni soggetti affetti dalla sindrome di Asperger sviluppino talento in un campo particolare, spesso scientifico, come la matematica e la fisica.  Si dice che importanti personalità del mondo artistico e scientifico come Van Gogh, Albert Einstein, Charles Darwin, ne fossero affetti.

Fra questi, l’ultimo a rientrare nella lista sarebbe Syd Barrett. L’autore Mario Campanella ha provato a delinearne i tratti nel suo libro, edito per Arcana, intitolato ‘Syd Diamond, Un genio chiamato Barrett‘. Secondo l’autore Syd Barrett non soffriva di schizofrenia, come molti sostengono, ma di una lieve forma di autismo conosciuta come sindrome di Asperger. Il padre ne soffriva e alcune caratteristiche personali dell’artista come l’ecolalia – ripetere le parole degli altri – la tendenza a parlare da solo, la sinestesia, l’aspetto trasandato e la camminata goffa, potrebbero essere segni di questo problema.

In realtà, sarebbe stato relativamente semplice per Syd Barrett convivere con la sindrome di Asperger. Quello che, secondo l’autore, lo fece piombare nel disturbo psichiatrico vero e proprio fu l’abuso di LSD – acido lisergico. Ne assumeva in grandi quantità. Mario Campanella, infatti, ha spiegato: “Non è mai stato ricoverato in una struttura psichiatrica, la definizione che formularono i medici fu ‘scompenso mentale legato all’abuso di droghe’. Assumeva moltissima Lsd: ogni giorno, per due-tre anni, ne ha presa l’equivalente di 250 dosi attuali. Le voci che sentiva e i deliri erano dovuti a questo, non alla schizofrenia“.

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