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La strage infinita degli innocenti

Mentre Papa Francesco dava il via ufficiale al Giubileo 2016, abbracciando e baciando decine di bambini in una Roma blindata ma festosa, su una spiaggia di Cesme, nella provincia turca di Smirne, veniva rinvenuto il corpicino di Sajida, una bambina siriana di soli cinque anni morta annegata.

E mentre i media locali turchi diffondevano la foto shock dell’ennesima vittima innocente di questa strage senza fine, il pensiero correva ad un’altra immagine, ugualmente orrenda e dolorosa come una coltellata: quella del piccolo Aylan Kurdi, il bambino curdo-siriano di tre anni annegato a inizio settembre con la madre e il fratellino di 5 anni, anch’egli restituito cadavere dal mare, sulla sabbia di una spiaggia.

Sono tutti bambini, tra cui un neonato, i sei morti nel naufragio avvenuto ieri intorno alle 2:30 quando un gommone di profughi afghani è affondato al largo di Cesme, sulla costa egea della Turchia. La Guardia Costiera turca ha salvato otto persone, ma tra di loro non c’erano Sajida e i suoi cinque piccoli compagni.

E’ una strage infinita di innocenti, che si consuma sotto gli occhi disattenti dell’Europa. No, non troverete quell’immagine straziante qui su UrbanPost: quel poco di rispetto che è ancora possibile offrire a questa dolorosa vicenda, già data in pasto al circo mediatico con le solite brutali e ciniche modalità, pensiamo sia giusto darlo così.

Piuttosto ci uniamo con forza agli appelli di ONG e associazioni per fermare la strage di migranti nei nostri mari, nel giorno in cui anche l’Unione Europea si muove per colpire le inadempienze degli stati membri, Italia inclusa. Da oggi non mancheremo di rompere il sinistro silenzio su questa vergogna per l’umanità intera, “usata” solo per biechi scopi mediatici.

(foto: Shutterstock / fotoknips)

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