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La Voluntary Disclosure cos’è? C’è da temere se si ha del denaro nelle cassette di sicurezza?

Nuova Manovra economica, nuove spese pazze di stato da finanziare, e nuovi disperati mezzi per raccattare denaro. La Voluntary Disclosure, o per dirla in italiano “Rivelazione Volontaria”, torna tra i mezzi per far incassare qualche entrata straordinaria (nel senso di occasionale e non ripetibile) al Governo. La Voluntary Disclosure del 2015 serviva a permettere ai contribuenti che avevano depositato all’estero denaro guadagnato in Italia e non dichiarato al fisco, di dichiarare l’esistenza di questi patrimoni, pagando le rispettive imposte evase senza interessi. Per lo stato italiano fu una gran bella cuccagna che si tradusse in un gettito aggiuntivo pari a quasi 4 Miliardi di € (3,835 Miliardi). In totale, tutte le azioni di contrasto all’evasione fiscale avrebbero portato, in tutto il 2015, ad un gettito complessivo pari alla bellezza di 14,9 Miliardi di €. Con una cifra del genere si potrebbero fare tante belle cosette… Eliminare qualche accisa sui carburanti o sforbiciare la maledetta IRAP, un bella diminuzione delle tasse sugli immobili.

La nuova Voluntary Disclosure di cui si ipotizza in questi giorni mira al denaro detenuto nelle cassette di sicurezza delle banche. Sui giornali si è scatenata la solita campagna di terrorismo psicologico per cui, se qualcuno detiene contanti, è automaticamente un evasore. Non nascondono che il prossimo obiettivo saranno le casseforti nelle case.
Preferite tenere i vostri gioielli in cassetta di sicurezza per difendervi dai sempre più frequenti furti in appartamento?
Non volete investire denaro nei titoli di stato che rendono sempre meno sempre meno e non vi fidate dei consigli della vostra banca? Pensate che con le crisi bancarie sempre più frequenti sia rischioso tenere troppo denaro sul conto corrente? Avete paura che la stretta sui contanti vi tolga presto l’ultima libertà che può avere un cittadino?

Nulla da fare, siete considerati automaticamente degli evasori e sta a voi dimostrare che non lo siete, e che addirittura non ricicliate denaro per conto della mafia. Di conseguenza dovete tenere tutti i soldi sul conto corrente, pregare che la vostra banca non vada in crisi, che non vi prelevi troppi soldi per i salvataggi dei soliti noti, e pregare San Matteo (l’esattore delle tasse che si pentì e seguì Gesù Cristo), che quando elimineranno del tutto il contante non saranno tentati di tassarvi troppo.

La macchina della demagogia è in pieno funzionamento, come nella Germania alla fame del dopo Prima Guerra Mondiale, l’ebreo “strozzino” venne additato come causa della miseria, nell’Italia della crisi prolungata l’evasore fiscale (presunto) viene additato come nuovo “nemico del popolo”. Serve sempre un nemico esterno verso cui canalizzare la rabbia popolare, altrimenti la rivolta è inevitabile. E la rivolta più efficace, ci insegna Gandhi, è proprio la rivolta fiscale. Pochi giorni fa parlavamo della demagogia sull’evasione a proposito dello Spesometro IVA. Verranno nelle vostre case e vi guarderanno nei materassi, e ciò che troveranno sarà automaticamente sequestrato. Meglio esserne consapevoli, ed essere pronti a difendersi. Magari con l’aiuto della tecnologia

Nato a Molfetta, residente da più di 20 anni a Bergamo, e innamorato follemente di Milano. Laureato in Economia Aziendale, ha una passione smisurata per la pubblicità, che ha trasformato in lavoro, occupandosi di Consulenza di Marketing, Copywriting e "Socialcosi". Altre passioni sono i viaggi, la tecnologia, il calcio, le ragazze (non necessariamente in quest'ordine) e l'automobilismo, per cui è giornalista, telecronista e speaker in pista.

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