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Lady Diana incidente: rivelazione choc dell’ex capo della sicurezza dei Windsor

Lady Diana nuove verità sull’incidente. Il 6 settembre del 1997 gli occhi di tutto il mondo erano puntati su Londra. Il funerale di Lady D, uno degli eventi mediatici più seguiti, ebbe inizio alle 9.00, quando la campana a morto diede il via alla partenza del corteo da Kensington Palace. La bara di Diana Spencer venne trasportata sopra un fusto di cannone fino all’Abbazia di Westminster, dove si svolse la cerimonia. I volti disperati degli inglesi, come pure le lacrime delle persone venute da ogni dove per rendere omaggio alla principessa triste, sono un ricordo vivo.

Lady Diana incidente: rivelazione choc dell’ex capo della sicurezza dei Windsor

Troppo dolore per la morte di Lady Diana, per quell’incidente del 31 agosto sotto il tunnel del Pont de l’Alma a Parigi, che le costò la vita. Non si è mai smesso di parlare di quello schianto terribile in cui morì pure il compagno di lei Dodi Al-Fayed. Interessante a tal proposito la testimonianza di Dai Davis, l’ex capo della sicurezza dei Windsor, che ha rilasciato qualche anno fa un’intervista esclusiva al settimanale “Chi”, nella quale ha rivelato dettagli inediti sulla morte di Lady D. In carica dal 1995 al 1998 e a capo di ben 450 persone destinate alla sicurezza dei Windsor, Dai Davis ha ripercorso gli ultimi istanti di vita della principessa triste (in verità questi ha dato in pasto alla stampa altri aneddoti riguardanti i presunti amanti che la Spencer avrebbe avuto dopo la separazione da Carlo).

«La principessa quel giorno cambiò itinerario all’ultimo momento. Sarebbe dovuta andare in Italia…»

Dai Davis era in servizio quella sera, il 31 agosto del 1997, e nega con forza che Lady Diana sia rimasta vittima di un attentato. Per provare la sua tesi, l’ex capo della sicurezza ha svelato per la prima volta un particolare inedito di quella notte fatale. Di che si tratta? «La principessa quel giorno cambiò itinerario all’ultimo momento. Sarebbe dovuta andare in Italia, ma all’ultimo momento andò a Parigi con Dodi Al Fayed. Era impossibile organizzare un attentato con quel cambio di programma. Ritengo che l’uomo responsabile della morte di Diana sia l’autista, Henri Paul. Era ubriaco e non avrebbe dovuto guidare!». E ancora: «Ritengo che l’uomo responsabile della morte di Diana sia l’autista, Henri Paul. Lui  era l’unico che sapeva dove dovesse andare la Principessa e i pericoli della strada che doveva percorrere, eppure si ubriacò. Le analisi dicono che era ubriaco e non avrebbe dovuto guidare. È vero che i fotografi davano la caccia a Diana, ma le macchine fotografiche non uccidono. Uccidono gli autisti ubriachi…», ha dichiarato Dai Davis. Ennesimo tassello che si aggiunge ad un puzzle impossibile da ricostruire. Troppe le zone d’ombra, i punti non chiari. L’incidente di Lady D resta avvolto nel mistero…

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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