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Lanciano rapina in villa: la foto e il racconto sconvolgenti di una delle vittime pestate a sangue

Lanciano rapina in villa: pestati a sangue, minacciati, una delle vittime ha subito il taglio del lobo di un orecchio con una roncola trovata in casa. Vivi per miracolo, ma sotto shock, i coniugi che sabato notte per due ore sono stati sequestrati nella loro villa, in località Villa Carminello, da quattro malviventi incappucciati che in casa cercavano una cassaforte. Cassaforte che non esisteva e per la quale sono stati feriti a calci e pugni I rapinatori, ben vestiti, hanno agito in stile “Arancia meccanica”, crudeli e disposti a tutto: “Portateci alla cassaforte senza fare scherzi o vi facciamo a pezzi” avrebbero detto alla coppia, tramortita dalle botte e immobilizzata con delle fascette di plastica.

Carlo Martelli, medico chirurgo 69enne e presidente della locale associazione per disabili Anffas, e la moglie Niva Bazzan, che ha subito l’amputazione del lobo dell’orecchio, sono in prognosi riservata nell’ospedale Renzetti di Lanciano, in provincia di Chieti. Erano convinti che lì in casa sarebbero stati uccisi da quei quattro mostri. I medici hanno fatto del tutto per riattaccare il lembo di orecchio reciso alla donna. Lui ha il volto gonfio e tumefatto per le botte subite in un letto di ospedale e ne avrà per 40 giorni. Ma le ferite interiori, quelle no, non si rimargineranno mai. “Ma io la pistola non me la compro” – dice dal letto d’ospedale – “Averla significa essere disposti ad usarla e un cittadino normale non lo è. E’ lo Stato che deve difenderci”.

“Ero convinto che ci avrebbero ammazzato tutti, ero certo che sarebbe successo il peggio. Ma io la pistola non me la compro lo stesso. Se ne avessi avuta una in casa, ci avrebbero ammazzato con quella. Parlava solo uno, in italiano perfetto. Erano vestiti bene e avevano belle scarpe”, ha detto l’uomo di uno dei suoi quattro aguzzini, ora ricercati dalle forze dell’ordine. “Mi sono svegliato con un cazzotto in faccia. E poi un’altra gragnuola di colpi: avevo visto che in casa c’era la luce accesa, ma pensavo che fosse mia moglie che doveva alzarsi presto per andare in gita a Roma. E invece mi sono ritrovato con un bandito che senza dirmi una parola mi massacrava di pugni”. Martelli ha assistito alla violenza inaudita su sua moglie: “Le hanno detto: ti diamo dieci minuti, se non ci porti alla cassaforte ti tagliamo l’orecchio. E lo hanno fatto, davanti a me. Poi però si sono convinti: hanno preso i bancomat e le carte di credito e sono usciti. Uno solo è rimasto con noi. Quando sono tornati, ci hanno lasciato il cellulare e la porta socchiusa, così siamo riusciti a dare l’allarme”.

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