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Lannutti (M5S): «Sto con Casalino. Al Mef remano tutti contro, sono uomini di Padoan»

«Al Mef remano tutti contro perché sono tutti uomini di Padoan». L’attacco di Elio Lannutti, senatore del Movimento 5 Stelle e fondatore dell’Adusbef, arriva dai microfoni di Radio Cusano Campus. Poco fa durante la trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta da Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti, Lannutti ha difeso il portavoce di Palazzo Chigi, Rocco Casalino, e attaccato duramente i funzionari del Mef e il ministro Tria.

«Guardiamo i fatti – ha detto Lannutti – basta andare sul sito Openpolis. Il ministro Tria, che noi rispettiamo a patto che si comporti come un ministro che non remi contro il governo del cambiamento e il programma di governo, non ha ancora assegnato le deleghe a due viceministri e a due sottosegretari di Lega e M5S. Remano tutti contro perché sono tutti gli uomini di Padoan, quel signore che diceva che gli italiani muoiono troppo tardi per questo l’Inps ha problemi. Daniele Franco da dove viene? Dalla Banca d’Italia. Nava l’avevamo cacciato, adesso qualche amichetto lo vuole alla Consob. Adesso si stanno impiccando per i decimali, quando in Francia Macron farà una manovra con deficit al 2.8%».

Poi attacca ancora tutti i funzionari del Mef in continuità con il passato: «Ma dov’erano questi signori, questi ragionieri dello Stato quando il debito pubblico aumentava in 5 anni in condizioni economiche più che favorevoli, per finanziare le clientele – incalza Lannutti – Il ragioniere generale Franco dov’era quando Padoan in un cdm prese 20 miliardi in 5 minuti per finanziare le banche? E adesso non trovano i soldi per il reddito di cittadinanza. Se fossi stato per me questi funzionari li avrei rimossi il giorno dopo, ma Tria non ha assegnato le deleghe e non vuole. Io non l’avrei nominato Tria. Chi ha servito Monti e Padoan è ancora al loro posto ed è incompatibile con i nostri valori. I ministri, i funzionari e i burocrati che si mettono di traverso io li avrei già cacciati. Casalino? Io sono un giornalista, ma ha senso mantenere ancora in piedi un Ordine dei giornalisti che non vede e non sente le malefatte che si sono succedute di molti colleghi e va ad indagare Rocco Casalino. Io sto con Casalino perché quello che ha detto è nel cuore e nella mente di tutto il M5S. Abbiamo un contratto di governo e si deve rispettare, chi non lo rispetta se ne vada».

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