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Lapo Elkann finto sequestro news: c’è un complotto dietro la vicenda?

Il paparazzo Maurizio Sorge si dice convinto che la vicenda sul falso sequestro di cui questa notte Lapo Elkann è stato protagonista a New York non sia andata proprio come ce la racconta la stampa americana. “Qui c’è qualcosa sotto, tutta questa notizia così come ce l’hanno raccontata mi sembra strana, domani parlerò con una fonte attendibile e vi assicuro che sapremo come sono andate davvero le cose” – queste le parole del fotografo poco fa in collegamento con Pomeriggio 5“A me sembra strano questo riscatto di soli 10mila dollari, non so, questa storia non mi quadra … domani vi porterò delle notizie su quella che è la realtà dei fatti, parlerò con delle persone vicine a lui”.

C’è davvero un complotto contro il rampollo di casa Angnelli dietro tutta questa vicenda? A nutrire dei dubbi sulla questione anche Alberto Dandolo di Dagospia, intervenuto al telefono durante la trasmissione: il giornalista ha riferito che Lapo in questo periodo “stava meglio”, e che per questo sarebbe partito per New York senza i suoi due bodyguard. Lapo tuttavia per non cadere nella tentazione di sperperare il suo denaro in ‘follie’ e bagordi, avrebbe lasciato a casa le sue carte di credito, portando con sé solo una carta prepagata. L’incontro con la escort transessuale 29enne lo avrebbe voluto lui, contattandola attraverso un sito internet specializzato. Il perché Lapo Elkann abbia speso il denaro che non aveva voluto portare con sé, dunque, sarebbe circostanza ancora poco chiara.

Si è poi parlato dei trascorsi di Lapo, e dei precedenti episodi legati all’uso di droghe che hanno dato scandalo. Alla sua vita sempre sopra le righe, ai suoi numerosi amori ed eccessi. È venuta anche fuori l’intervista che Lapo Elkann rilasciò al Fatto Quotidiano, in cui confessò di essere stato abusato in collegio quando era ragazzino: “È il momento di dire la verità: dai 13 anni, in collegio, ho vissuto cose brutte. Parlo di abusi fisici. Sessuali. Non ne ho mai parlato perché voglio che questa storia serva a qualcuno. Sto pensando a una fondazione”. Un trauma che il quasi 40enne non sarebbe mai riuscito a superare e che lo avrebbe segnato a vita: “Cose capitate a me e ad altri ragazzi. Il mio migliore amico, che era in collegio con me per quasi 10 anni e ha vissuto quello che ho vissuto io, si è ammazzato un anno e mezzo fa … Voglio aiutare chi ha passato quello che ho passato io. Parlare è giusto, ma facendo qualcosa di utile, di positivo”.

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