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L’Arena, Giletti: “ Io non sono Charlie, non mi piacciono interventi a posteriori”

Nella puntata speciale de L’Arena di Giletti di oggi, domenica 11 gennaio 2015, una puntata che ha lasciato spazio alla diretta della manifestazione di Parigi, la marcia contro il terrorismo, dopo aver ripreso la linea, il giornalista e conduttore ha ribadito più volte, con fermezza: “non mi piacciono interventi a posteriori”, annunciando subito di essere diverso da tutti e soprattutto da Le Pen, che aveva annunciato di non essere Charlie, contrariamente al sostegno di tutti verso la redazione del noto giornale satirico in cui i terroristi hanno ammazzato 12 persone, e di dire “Io non sono Charlie” perché è troppo comodo muoversi dopo, quando già sono successe le cose. Giletti ha ricordato, a supporto di questa sua tesi, che il direttore del Charlie Hebdo più volte aveva sottolineato di sentirsi abbandonato dal sistema.

Giletti si è occupato della strage di Parigi, della marcia di oggi, e ha discusso in studio i vari argomenti di dibattito con gli ospiti presenti fra cui anche il giornalista Alessandro Sallusti che ha dato l’annuncio dell’allarme bomba in un redazione di un giornale belga. In mezzo alle varie discussioni e ai vari temi proposti ai suoi telespettatori, però, il conduttore di Domenica In – L’Arena ha presentato anche diversi approfondimenti sui cosiddetti foreign fighters, ovvero sugli italiani che sono diventati jidaisti per l’Isis ripresentando alcune interviste andate in onda durante la puntata di Servizio Pubblico, andate in onda su La7 lo scorso 8 gennaio.

Mentre molti italiani sono scesi nelle varie piazze di tutto il Paese per manifestare la loro solidarietà verso tutti i francesi e sottolineare di non avere paura, in studio si è discusso del livello di sicurezza dell’Italia e della possibilità di aumentare la sorveglianza nelle diverse redazioni.

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