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L’Arena Giletti, Mika: dal rapporto con la madre al cartellone per il concerto di Firenze

È un Mika scoppiettante e senza freni quello che si è presentato a L’Arena di Giletti quest’oggi. Con il suo italiano sempre un po’ maccheronico, il giudice di X Factor al centro del dibattito sulle unioni civili e delle polemiche contro la scritta comparsa sul Pierellone è però riuscito a farsi capire molto bene e a far passare un messaggio sottolineato dallo stesso Massimo Giletti in chiusura della diretta: “Non bisogna avere paure delle differenze, non bisogna omologarsi, bisogna essere sé stessi”. Mika, senza entrare nel merito di quanto avvenuto ieri, e delle polemiche delle ultime ore, ha parlato delle sue canzoni, del suo passato, ma soprattutto del suo rapporto con la madre e del cartellone per il concerto di Firenze, quel cartellone sfigurato da una persona ignorante.

Parlando della madre Mika ha raccontato di lavorare ancora insieme a lei e di essere grato perché “quando mi hanno buttato fuori da scuola, mia madre decise che la scuola era per i ragazzi normali … e mi disse tu o vai in prigione o fai qualcosa di bello e mi fece vedere un sacco di film sulle persone in prigione per spaventarmi e poi mi disse tu vai al parco e tu poi devi studiare musica” l’artista, di fama internazionale, ha sottolineato di non aver amato studiare musica con sua madre, una professoressa russa che lo costringeva a lavorare duramente, ma di essere comunque grato a lei per la carriera intrapresa e per il fatto che, nonostante loro siano sempre in guerra, lei abbia sempre continuato a supportarlo in tutto e per tutto: dalle sigle per gli spot pubblicitari e non, fino ai demo nelle case discografiche e al successo mondiale.

Mika, che ha anche sottolineato che: “nella musica noi dobbiamo combattere ciò che solitamente non usiamo di dire” e che “l’incoscienza è la cosa più importante” dopo aver parlato bene di Morgan ed aver ascoltato il saluto di Fedez, suo amico, ha raccontato di come ha vissuto la comparsa della parola “frocio” sul cartellone che sponsorizzava il suo concerto a Firenze. Il cantante ha detto di aver voluto girare la testa dall’altra parte e guardare qualcosa che gli piaceva e di essere stato richiamato all’ordine dai suoi collaboratori che gli hanno ripetutamente chiesto di controllare cosa stesse succedendo. “All’inizio non avevo risposto, non avevo fatto nulla perché il mio primo riflesso .. io ho guardato da un’altra parte, ho iniziato dopo un giorno, ho avuto reazione arrabbiata e violenta e ho guardato i commenti dei miei fan e poi ho pensato …” allora Mika ha cambiato idea sull’accaduto e “Ho messo la foto, invece di nasconderla e di non parlare devo prendere questa immagine e devo usarla come una bandiera per provocare e per dimostrare che una cosa così brutta può essere smontata …”.

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