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Chi è l’attentatore di New York: Sayfullo Saipov ha lasciato un biglietto

L’attentatore di New York è il 29enne uzbeko Sayfullo Habibullaevic Saipov. Ieri 31 ottobre intorno alle 15:05 con il suo veicolo si è scagliato contro dei passanti e un gruppo di ciclisti a Manhattan, vicino al World Trade Center. Otto morti e 15 feriti, questo il bilancio provvisorio della strage.

Cittadino uzbeko residente in Flordida, a Tampa, il killer di Manhattan viveva negli stati Uniti dal 2010. Ora l’Fbi sta cercando di ricostruire, tassello dopo tassello, la sua vita, i suoi spostamenti ed i possibili legami con lo Stato Islamico. Il terrorista – è emerso dalle indagini – era in possesso di una “green card” (l’autorizzazione permanente a risiedere negli Stati Uniti), una patente della Florida, ma viveva con la moglie e tre figli a Patterson, in New Jersey. Lì il 29enne avrebbe noleggiato il pick-up che ha usato per falciare i pedoni.

Saipov ha vissuto anche in Ohio, frequentava la moschea di Paterson che, secondo le indiscrezioni emerse, nel 2006 era finita nel mirino del tanto vituperato programma di sorveglianza musulmana della polizia di New York, provvedimento interrotto nel 2014. L’attentatore di NewYork lavora come autista di Uber, è stata la stessa società a renderlo noto, aggiungendo di stare collaborando con l’Fbi e sottolineando che l’uomo non aveva mai dato prova di comportamenti che potessero destare il benché minimo sospetto.

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Sayfullo Saipov ha lasciato un biglietto

Il terrorista uzbeko – tratto in arresto dopo l’attentato – avrebbe lasciato un biglietto prima di mettere in atto il suo delirante piano di morte. Avrebbe scritto “Ho agito per l’Isis”, tant’è che ieri diversi testimoni avrebbero riferito di averlo sentito gridare “Allah akbar!”. In realtà il possibile legame con lo Stato Islamico è ancora al vaglio degli investigatori, che per il momento non hanno dato conferma ufficiale.

Rinvenuti dall’Fbi accanto al furgoncino bianco usato dal killer di New York per compiere la strage, documenti di fedeltà all’Isis scritti a mano in arabo, che proverebbero la sua appartenenza ai jihaisti dello Stato Islamico. In un passaggio Saipov avrebbe spiegato di aver agito per lo Stato Islamico. Nessun precedente penale lui, eccezion fatta per alcuni fermi della polizia dovuti a infrazioni stradali, nel 2012 e 2015.

Un amico del killer interpellato dai cronisti ieri dopo l’attentato ha riferito che “Saipov è una persona molto amichevole, per me un fratello piccolo”, così Kobiljon Matkarov al New York Post, di origine uzbeka come il killer, che avrebbe incontrato cinque anni fa in Florida.

 

Il Paradiso delle signore FanPage 26 gennaio

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