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Laura Pausini nuovo album 2015: “Simili”, arrivano le prime critiche

Il 6 novembre 2015, ovvero fra pochissime ore, uscirà il nuovo album di Laura Pausini intitolato “Simili“. Un titolo che la Pausini ha voluto spiegare così: “Simili è una parola che mi piace molto, perché contiene un significato che oggi mi sta molto a cuore. Quasi uguali. Quasi appunto. Uguali ma diversi”. In occasione della nuova uscita, Michele Monina, critico musicale de IlFattoQuotidiano.it, ha analizzato attentamente i 15 brani dell’album, di cui però non è rimasto particolarmente entusiasta né affascinato.

Il concept dell’album è che non c’è un concept. Il che dimostra anche una certa genialità. Manco un designer di interni al Fuorisalone di Milano, fino a oggi, aveva osato tanto”, scrive Monina proseguendo nell’analisi del disco. Insomma, secondo il critico, non esiste alcuna descrizione sintetica del progetto musicale della Pausini, che sembra dunque non avere alla base una tematica forte alla quale aggrapparsi. Ma come nasce l’idea di un nuovo album di inediti? “L’idea, ci fa sapere Laura, le è venuta mentre era a fare i documenti per poter lavorare negli USA, guardando le impronte digitali in questura – scrive Monina – Ce la possiamo immaginare, Laura Pausini che si tormenta, perché ha messo insieme un repertorio che non sta insieme, perché si gioca tanto, non tutto ma tanto, con un album di inediti, dopo i numeri erosi dai precedenti lavori.”

Monina poi passa a criticare le collaborazioni interne all’album: Jovanotti, Biagio Antonacci, Tony Maiello, Giuliano Sangiorgi. “Del resto come potrebbero essere legate tra loro le canzoni di un progetto che metta insieme le penne di Giuliano Sangiorgi, con un brano che evoca le nuvole, Lorenzo Jovanotti, Biagio Antonacci, L’Aura, Tony Maiello e Nicolò Agliardi? Tratti di scrittura troppo distanti tra loro, seppur uniti da quella mano di coppale che è il canto della stessa Pausini, quello sì in grado di uniformare tutto, e non lo si legga come un complimento.”

Segue poi una descrizione attenta, tra critiche e sprazzi di ironia, dei 15 brani ma qui non ci dilungheremo. E infine, come poteva mancare l’ultimo attacco diretto alla Pausini, che secondo il critico musicale, ha messo in piedi un lavoro insensato e senza alcuna logica (per dirla in modo fine): “Nell’insieme Simili nulla aggiunge a quanto fin qui la Pausini ci ha fatto sentire. Se non il fastidio di altre quindici (quindici!!!) canzoni. Alcune canzoni sono simili a quelle del vecchio repertorio, sì. Altre sono migliori, nonostante l’interpretazione della Pausini e gli arrangiamenti. Altre, ancora, sono di una bruttezza quasi imbarazzante. Del resto, ci è andata anche bene, perché se avesse voluto essere più attinente al concept del disco, questo lavoro avrebbe potuto tranquillamente intitolarsi “A cazzo di cane”. Chissà come la penseranno i fan di Laura.

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