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Lavorare in banca: requisiti, nuove figure professionali e possibilità concrete

Sognate di lavorare in banca, ma non sapete esattamente quali siano i requisiti? L’addetto ai servizi bancari è notoriamente un tipo di professione molto desiderata, anche per il trattamento economico mediamente percepito: ma quali sono le reali opportunità/possibilità da considerare nel prossimo futuro? La prima considerazione da fare è che nuove tecnologie e canali innovativi stanno già mutando profondamente il rapporto con la clientela, riducendo la rete degli sportelli fisici. Ecco l’articolo pronto a rispondere ai vostri dubbi.

Lavorare in banca: i requisiti. La “teoria” vuole che per entrare a lavorare in questo settore sia sufficiente un diploma, meglio ancora se conseguito presso un istituto commerciale. In realtà gli istituti di credito sono sempre più alla ricerca di laureati provenienti dal settore tecnico-scientifico, in parte anche giuridico. In tutti i casi sarà gradita una conoscenza del mondo contabile, oltre a doti di precisione, serietà, precisione, capacità di calcolo e affidabilità. Negli ultimi anni, assecondando il processo di trasformazione che sta investendo molte banche, sono diventate sempre più richieste doti commerciali e relazionali.

Come entrare in banca. E’ importante sapere che non esistono bandi di concorso pubblico per potere entrare in questo campo, quindi l’unico modo per candidarsi è inoltrare il curriculum vitae all’istituto di credito di proprio interesse. Oltre a un colloquio orale, l’iter di selezione può comprendere una serie di test psico-attitudinali, ed eventualmente un colloquio di gruppo dove vengono valutate motivazioni, aspirazioni e capacità del candidato nel rapportarsi con gli altri per raggiungere obiettivi comuni. Come affrontarlo? Affidatevi ai nostri consigli.

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Figure professionali. Credete che in banca lavori solo l’operatore di sportello? Primo mito da sfatare: la figura del cassiere sta quasi scomparendo, lasciando il posto a nuove figure professionali legate soprattutto a servizi online, come il private banker, lo specialista d’informatica, l’analista finanziario, l’addetto alla vendita di prodotti di credito e il cosiddetto “risk manager”, ovvero quel professionista che prevede e gestisce i rischi che possono influenzare il bilancio della banca. In quasi tutte le banche opera a livello centrale un reparto marketing, dove lavorano figure specializzate nel settore che implementano le strategie di comunicazione per fidelizzare il cliente. Tra le figure ricercate anche quella del promotore finanziario, professionista – iscritto ad un albo apposito – che offre strumenti finanziari e servizi di investimento.

E ora veniamo alle concrete possibilità di lavoro. Come reso noto da Il Sole 24 Ore in un articolo odierno, nel giro dei prossimi 4 anni la rete degli sportelli bancari sarà interessata da quasi 3.600 chiusure, pari a oltre un decimo della copertura sull’intero territorio nazionale; oltre alle 800 chiusure di filiali UniCredit annunciate negli scorsi giorni, vanno considerati i piani di razionalizzazione – con conseguente ridimensionamento delle relative reti – presentati dai 10 maggiori gruppi creditizi, tra cui BancoPosta, Intesa San Paolo, Carige, Bper, Bnl. Cosa aspettarsi quindi? Non un futuro troppo roseo per chi spera di entrare in banca, e magari di essere assunto stabilmente…

In apertura: Image Credits geralt/Pixabay.com

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