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Lavori gravosi pensione 2017: Ape social e novità in attesa dei decreti attuativi

Si continua a discutere di lavori gravosi e pensioni, dopo l’incontro di ieri 20 marzo che ha visto confrontarsi al tavolo delle trattative Governo e sindacati: ma che cosa potrebbe cambiare ai fini dell’uscita anticipata, e per chi?

Quali sono le mansioni gravose

Come anticipato da UrbanPost negli scorsi mesi, rientrano in questa categoria – che deve essere differenziata da quella dei lavori usuranti – i lavoratori addetti a particolari tipi di mansioni difficoltose, ovvero:

  • operatori ecologici e separatori di rifiuti;
  • facchini e addetti allo spostamento merci;
  • personale non qualificato addetto alle pulizie;
  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • conciatori di pelle e pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di macchinari mobili (per la perforazione di edifici) e di gru;
  • conduttori di camion e mezzi pesanti;
  • ostetriche e professioni sanitarie infermieristiche con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • educatori degli asili nido;
  • insegnanti della scuola dell’infanzia.

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Come cambierà la pensione per queste categorie di lavoratori nel 2017?

Le Legge di Stabilità ha previsto che gli addetti alle mansioni gravose rientrino tra coloro che possono accedere all’Ape social, misura che consente l’accesso “privilegiato” alla pensione (con costi a carico dello Stato) a particolari categorie di lavoratori, previe due condizioni: 1) che i lavoratori interessati abbiano maturato 36 anni di contribuzione; 2) che abbiano svolto suddette mansioni per almeno 6 anni consecutivi prima del pensionamento. La quota 41, invece, è riservata esclusivamente ai lavoratori precoci (coloro che hanno maturato 12 mesi di contributi prima dei 19 anni d’età) impiegati in attività gravose da almeno 6 anni in via continuativa.

Le novità dell’incontro del 20 marzo 2017

Esistono tuttavia alcuni aspetti da chiarire per quanto riguarda le platee dei lavoratori rientranti nei lavori gravosi, pur nei vincoli determinati dalla Legge di Bilancio. Tra i nodi di sciogliere, resta il criterio dei sei anni di lavoro continuativo nelle attività gravose, che rischia di penalizzare molti lavoratori, soprattutto nei comparti dell’edilizia.
Roberto Ghiselli di CGIL, riporta PensioniOggi.it, ha annunciato che molte di queste questioni verranno riproposte nel tavolo di giovedì prossimo con il Ministro. Per il resto, visto che alcune risposte sono state del tutto interlocutorie, il sindacato sarà in condizione di “esprimere un giudizio compiuto solo a decreti approvati, cosa da fare al più presto per permettere l’avvio della sperimentazione dal 1° maggio prossimo”.

Lavoratori precoci: ecco cosa hanno recepito dell’incontro

Meno ottimista il punto di vista di Roberto Occhiodoro, uno degli amministratori del gruppo Facebook “Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti”, che riassumendo l’incontro di ieri tra Governo e sindacato si è espresso in questi termini a proposito della questione: “Per quanto riguarda i lavori gravosi, non volendo il Governo assumere come elemento principale la mansione assegnata al lavoratore, ci potremmo trovare nella condizione che 2 lavoratori infermieri che lavorano ad esempio in una casa di riposo per anziani in cui soggiornano soggetti inabili sopra al 74% e soggetti autonomi non possano accedere alla pensione in quanto non si sa chi e quanto tempo ciascuno degli infermieri dedichi del proprio impegno lavorativo alla cura delle persone con disabilità superiore al 74%; o alle operazioni di facchinaggio: in un supermercato ad esempio chi fa operazioni di carico e scarico delle merci ma al contempo sistema la merce sugli scaffali o lavora anche in cassa non si sa quale mansione in realtà abbia. Ed è per questo che le categorie dei cosiddetti lavori gravosi invece di essere implementate in realtà vengono ridotte, il tutto con la scusa della mancanza di risorse”. Che il Governo nel delimitare le platee voglia far riferimento all’azienda, piuttosto che alla mansione? Non mancheremo di aggiornarvi.

In apertura: Alexas_Fotos/Pixabay.com

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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