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Lavoro, burocrazia e corruzione: quanto costano allo Stato?

I dati sul lavoro che arrivano dal convegno della Piccola Industria a Venezia e sono allarmanti. Secondo recenti studi, i soliti freni che impediscono all’Italia di andare avanti (burocrazia, corruzione, insufficiente concorrenza, incapacità di adeguare infrastrutture, ritardi dell’istruzione) incidono per un 30% del Pil, con perdite pari a 485 miliardi di euro l’anno (19.400€ a famiglia). Se solo la corruzione fosse ridotta al livello della Spagna, non certo la capofila nella lotta a questa forma di malcostume, il nostro Pil potrebbe aumentare dello 0,6%.

Ed è proprio questa congiuntura economica – favorevole a causa del calo del petrolio, del calo dell’euro e dei tassi – che dovrebbe spingerci a massimizzare l’efficienza del sistema Paese. Infatti, secondo le stime di Confindustria, il Pil italiano potrebbe crescere di 2,1 punti percentuali quest’anno e di 2,5 il prossimo. Ovviamente una diminuzione di burocrazia e corruzione aiuterebbe questo accenno di ripresa.

Le voci più critiche sono, come dicevamo, la corruzione, che “ruba” lo 0,6% del Pil, il 2% che viene perso per colpa del ritardo nell’adeguare le nostre infrastrutture agli standard europei e un corposo 13% derivante dai ritardi nell’istruzione della popolazione.

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