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Lavoro: la “terra promessa”, ora si punta sul fondo della Cassa depositi e prestiti

Sono trascorsi un po di anni da quando gli slogan politici prima di Berlusconi poi di Monti gridavano “Terra ai giovani”. Uno dei pochissimi settori che attualmente traina una buona parte dell’economia Italiana doveva essere rilanciato attraverso la concessione di piazze di terreno da coltivare. Tale provvedimento rischia di scomparire senza che nessuno abbia mai fatto nulla per attuarlo; mancano i decreti attuativi, ma soprattutto “sembra” che manchi anche la materia prima: la terra.

Stato, Regioni e Comuni detengono circa 1,3 milioni di ettari di terreno, ma di questi, circa 6mila sono di proprietà del Demanio, il resto viene o almeno dovrebbe essere gestito da Regioni, Comuni, fondazioni ed ordini. Ma quando finiscono sul mercato si ricorre ai bandi con l’obiettivo dei massimi rialzi.
mipaff


Il Mipaaf (Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali) punta sugli affitti ma si trova in netto contrasto con l’Agenzia del Demanio, che nonostante abbia fornito una sorta di registro delle aree alienabili, il Mipaaf ritiene che la stessa Agenzia avrebbe condizionato l’avvio dell’operazione-dismissioni all’alienazione anche alle aziende sperimentali del Cra (Centro ricerca agricola) che attualmente rappresentano il “top di gamma” dell’innovazione e ricerca.

Punto e a capo. Tutto ora sembra essere riconvertito ad un reallineamento dei fondi, obiettivo attuale quindi è dirottare 20 milioni al riordino fondiario. Come? Nunzia De Girolamo, ministro delle Politiche agricole, ha sempre espresso il suo parere sulle dismissioni, utilizzando la Cassa depositi e prestiti. La conferma arriva anche dal ministero. Obiettivo principale sarà quindi quello di aumentare la dotazione del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (Fri) che già finanzia i contratti di filiera agroalimentari.

Tutti conoscono la difficoltà di reperire pezzi di terra coltivabili da destinare agli agricoltori a quotazioni sostenibili, ma l’idea è di impiegare questi stanziamenti per incentivare gli affitti, anche se difficilmente si riuscirà a trovare un compromesso tra proprietari (enti pubblici) che vogliono spuntare il massimo introito dai loro beni per coprire i loro buchi di bilancio e gli agricoltori che chiedono giustamente di poter produrre ad un costo ragionevole.

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