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Lavoro, le assenze tattiche favoriscono il licenziamento

In Italia si rischia il licenziamento per giustificato motivo, se le assenze risultano essere tattiche, ad esempio vicine ai giorni di risposo del lavoratore, come venerdì o lunedì ad esempio, o a ridosso delle festività. Si parla, nello specifico, di assenze comunicate all’ultimo momento, che possono destare sospetto nel datore di lavoro o di che ne fa le veci. Una sentenza della sezione della Cassazione ha stabilito alcune misure (dopo un caso rilevato nel tribunale di Vasto), eccole nel dettaglio.

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La Suprema Corte è giunta alla conclusione che le assenze, “per le modalità con cui si verificavano, per un numero esiguo di giorni, due o tre, reiterate all’interno dello stesso mese e costantemente agganciate ai giorni di riposo del lavoratore davano luogo ad una prestazione lavorativa non sufficientemente e proficuamente utilizzabile per la società, rivelandosi la stessa inadeguata sotto il profilo produttivo e pregiudizievole per l’organizzazione aziendale così da giustificare il provvedimento risolutorio”.

Inoltre, le assenze in questione, davano anche “luogo a scompensi organizzativi“. Le assenze tattiche possono portare al licenziamento con giustificato motivo.

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