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Lavoro per le categorie protette: l’odissea senza fine di un ragazzo disabile [INTERVISTA]

Trovare lavoro non è facile per nessuno, ancora di più quando si ha un deficit: lo sa bene D.M., ragazzo della provincia di Roma appartenente alle categorie protette e alla prese con la ricerca di un’occupazione da ben sette anni. Quella vissuta da D. è una vera e propria odissea, che l’ha spinto a incontrare diversi soggetti, pubblici e privati, che nonostante le promesse non sono riusciti a trovargli un collocamento duraturo nel tempo. Una storia dolorosa, che però non vogliamo lasci spazio allo sconforto, ma piuttosto alla sfida di trovare, per tutti, il giusto inserimento lavorativo: ascoltiamola insieme.

Ti va di presentarti?
“Ho 25 anni e sono di Nettuno, in provincia di Roma. Nel 2009 mi sono diplomato all’Istituto Tecnico Industriale, dove non ho avuto particolari problemi. Vengo subito al dunque: sono un ragazzo che ha problemi disabilità, in quanto invalido civile (al 74%) a causa di un ritardo mentale e con problemi di vista. Una volta uscito dalla scuola avevo necessità di cominciare a lavorare, ma, nonostante i tanti colloqui, nessuna azienda mi ha mai preso in considerazione (anche se molte di loro hanno l’obbligo di assumere un disabile, secondo la legge n.68/99). Nel settembre 2010 inizio a lavorare con una cooperativa sociale come assistente disabile nella scuola con un contratto a progetto per un anno, ma è solo un’illusione perché a giugno dell’anno successivo mi mandano via”.

Cosa succede in seguito? Riesci a trovare qualche altro lavoro?
“Inizia cosi il mio purgatorio: rimango fermo per ben tre anni, fino al 2014, perché nessuna azienda mi considera viste le mie incapacità fisiche. Tutto quello che riesco a fare in tre anni è un piccolo lavoro socialmente utile, come giardiniere, per tre mesi con il Comune di Nettuno”.

Ci racconti la tua esperienza con Garanzia Giovani?
“Scopro su internet il progetto Garanzia Giovani attivato anche dalla Regione Lazio, grazie allo stanziamento di fondi europei, così decido di iscrivermi, tanto che il mese successivo mi contatta il centro impiego per firmare il cosiddetto “patto di servizio”, con l’impegno a trovarmi un impiego nei successivi quattro mesi. Ma i quattro mesi trascorrono con un solo colloquio, dal quale vengo ancora scartato. Non mi è parso che ci sia stato impegno da parte degli organizzatori per darmi una seconda possibilità”. 

Ti sei mai rivolto a qualche agenzia interinale?
“Sì, a novembre 2014 ho deciso di rivolgermi a un’agenzia interinale per trovare un tirocinio, ma in quattro mesi non ho ricevuto nemmeno una proposta. Le aziende hanno continuato a scartarmi per la mia disabilità”.

Ti sei più messo in contatto con Garanzia Giovani?
” A febbraio 2015 chiamo la Regione Lazio e sollevo un polverone. Mi richiama quindi il centro impiego, cancellandomi dal precedente patto di servizio e riscrivendomi per attivarne uno nuovo. Mi propone di andare a fare un colloquio con un supermercato, ma anche lì vengo scartato per l’invalidità. Non mi sono mai sentito così solo”.

Cos’è successo nell’ultimo anno?
“Dopo aver frequentato un corso di orientamento di 8 ore con Saip Formazione S.r.l. di Latina, a giugno 2015 inizio un tirocinio con una cooperativa sociale dentro un parco pubblico che termina però a novembre, sei mesi prima del termine stabilito, a causa del fallimento della stessa cooperativa. A dicembre mi riscrivo a Saip ma nulla…Il problema è sempre lo stesso: sono invalido. Le aziende non vogliono persone come me, non mi vogliono nonostante la legge mi dovrebbe tutelare, non mi vogliono nonostante i bonus di assunzione che potrebbero prendere, non mi vogliono nonostante il mio profilo “alto”, che dovrebbe consentirmi facilmente di trovare almeno un tirocinio da fare. Mi sono rivolto anche alla redazione di “SuperAbile” (n.d.r.: call center e portale di informazione dedicato alla disabilità) che sta portando avanti la mia causa di fronte alla Regione Lazio: vorrei capire se all’interno del progetto Garanzia Giovani c’è posto per un disabile oppure no”.

Che idea ti sei fatto del lavoro dei Centri per l’impiego?
“Anche loro sono piuttosto in difficoltà, quando si tratta di collocamento mirato possono provare a metterti in contatto con qualche ente accreditato, ma più di questo non riescono a fare”.

Quale lavoro ti piacerebbe fare?
“Il giardiniere o il magazziniere. Oppure l’addetto a semplici mansioni di segreteria. Ma, come ho già detto alla Regione e al Centro per l’impiego, sono disponibile a fare qualunque cosa”.

Cosa vorresti dire ai selezionatori che valutano profili appartenenti alle categorie protette da inserire in organico?
“Di dare un’opportunità alle persone: è la frase che ripeto sempre. Solo ricevendo una possibilità, si riescono a mostrare le proprie qualità”.

In apertura: Thomas Bethge/Shutterstock.com

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