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Le 10 mode peggiori del 2014: come si è passati dal top al flop

Meraviglia, desiderio, passione: la moda è in grado di regalare vere emozioni, estreme quando l’ammirazione per la bellezza fatta capo genera addirittura ossessione. Ancor più estreme quando lo stile cade e si trasforma in flop, dando vita a trend improponibili. Ebbene sì, anche nella moda, il 2014 ha regalato grandi gioie, ma anche grandi dolori. Così, accanto alle gonne e ai completi tuxedo sporty-chic di Chanel, i tagli eleganti di Armani, le borse limited edition Celebrating Monogram di Luis Vouitton, e gli abiti da favola del maestro couturier Elie Saab, abbiamo assistito a tante proposte assurde e stravaganti, lanciate sulle passerelle, o dai pionieri dello street style, da chi pensava di essere top, e invece ha fatto flop. Ecco dunque le 10 mode vestiti e accessori più brutte del 2014.

-Il long vest. Difficile comprendere la funzionalità e la bellezza di questi smanicati invernali, lanciati sul finire del 2014 e destinati a diventare un must have nei prossimi mesi. Utilizzati in sostituzione del cappotto, il rischio è di morire congelati per la mancanza delle maniche. L’unica alternativa è ricorrere alla pelliccia, sul finta o vera meglio non disquisire, ma qui la possibilità di assomigliare a veri e propri scimmioni complica troppo le cose.

I leggins animalier. Se sul fascino dei leggins, comodi e versatili, è inutile discutere, il problema rimane comunque la fantasia. Zebrati, leopardati, tigrati e chi più ne ha più ne metta, così tante trame animalesche pensate e ripensate nei colori e della densità che gli animali della giungla sarebbero pronti ad organizzare una vera guerra contro di noi! Nulla contro l’animalier, il problema è non esagerare, soprattutto se si è ancora compresa la differenza tra leggins e pantalone.

Le scarpe slip-on/pantofole. Indosso ad un uomo sono forse l’anticoncezionale più efficace: il rischio che qualcuno gli si avvicini è quasi sicuramente zero. E dire che l’uomo con pantofola al piede si sente quasi il Rodolfo Valentino dei tempi moderni!

Il mens brief bikini. Dire che questo bikini per uomo, con chiappe all’aria e sostenuto da chissà quale forza misteriosa, è imbarazzante, è dire poco. Ma la cosa peggiore resta la convinzione di tutti quegli uomini che, durante l’estate, sono scesi in spiaggia pensando di conquistare ogni bagnante grazie al loro coraggio da macho, suscitando invece tanto schifo.

Le scarpe con platform. Le mini fashion addicted hanno gioito al lancio di queste strane scarpe con platform, che hanno saputo regalare centimetri senza il necessario ricordo al tacco 12. Nessuna gioia per chi ancora conserva un pizzico di buon gusto: di platform esasperati, oltre il limite della bruttezza, se ne sono visti fin troppi!

La pochette da sera fatta di extension. A dir poco inquietante, questo accessorio è tutto fuori che quello che forse avrebbe dovuto essere: elegante. La borsetta da sera, è infatti realizzata con lunghe ciocche di capelli, in vari colori, in questo caso rosa, che paiono i crini dei Mio mini Pony, strappati ai legittimi cavallini volanti. Kitschissima.

Gli occhiali stile mosca Ze-ze di Jean- Paul Gaultier. Realizzati in acetato nero, sono stati probabilmente ideati per essere indossati da Alien o qualche altro vicino di Galassia dalle strane fattezze. Di certo nessun umano, salve qualche eccentrico caso, è morto dalla voglia di indossarli. Chissà, magari Lady Gaga….

Gli ankle boots di radici. Di una bruttezza inaudita, c’è chi ha fatto sfilare queste scarpe accanto a creazioni di alta sartoria su una passerella di una rinomata fasion week. Neppure una stangona dalla falcata sensuale, dall’alto del suo metro e ottanta è riuscita a rendere queste calzature belle. Sono quello che sono: brutte.

Il ciondolo con carcassa. Va bene il gusto ricercato, l’amore per il gotico, e per quello stile alternativo street style che ora fa molto figo, ma la collana con il mucchietto di ossa no. Non si può vedere. Andare in giro con uno scheletrino formato gioiello intorno al collo non è cool, è solo morboso.

Il cappello di foglie XXL. Comparso sulla copertina di Vogue Corea dell’aprile 2014, questo cappello è sicuramente adatto a far risaltare la bellezza androgina e faunistica di una modella dai tratti orientali e la pelle color di luna. Tuttavia, un simile accessorio, va bene solo creature immaginarie, non reali. La favola moderna, quella della realtà, narra che se andate in giro con un cappello così brutto, verrete derisi da chiunque, e i vostri partner non ne vorranno più sapere di voi tanto si saranno vergognati di accompagnarvi per le strade con quell’avanzo di sottobosco formato giga in testa. Out!

A cura di Rosaria Cucinella e Sara M. Miusis

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