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Le 3 tendenze moda più brutte viste alle sfilate

La moda non è tutto splendore, e non è sempre “oro” quello che luccica sui catwalks delle sfilate. Talvolta, anche ciò che viene propinato come la tendenza all’ultimo grido, il must-have che proprio non può mancare nel guardaroba, anche se poi rimane li, anche se poi lo si indossa una volta sola, lascia al quanto desiderare, e di trendy non ha proprio nulla se non…un’etichetta. Così durante le sfilate della moda, tra gli ossequi al talento degli stilisti e gli applausi in passerella, è sbucato anche qualche “buuu”. A scatenarlo un’improbabile proposta moda per la stagione 2015. Per “dovere di cronaca”, e buon senso, meglio, forse, buon gusto, abbiamo raccolto i tre trend più brutti visti tra le nuove collezioni.

Moda stranna le tendenze più brutte per il 2015

Eccoli:

– I sandaletti platform di Ter Et Bantine, con frange simili ad alghe morte sulla spiaggia dopo una mareggiata che scendono cascanti fino a toccare terra.

– I vestiti “donna di latta” di Gareth Pugh, che evidentemente cercava, un secolo e 14 anni dopo, di dare una compagna al celebre Boscaiolo di Latta della fiaba ” Il Mago di Oz”, che non fosse Dorothy e nemmeno la Strega del Nord, ma non sappiamo quante donzelle siano disposte sd indossare questo particolare “outfit”.

– Il cappello di farfalle, unite a formare una sorta di medusa, della collezione P/E di Francesco Ballestrazzi. Tra boccioli in fiore, piume dei colori dell’estate, e turbanti ondeggianti dal sapore ethno-chic, sbuca questo accessorio infelice, che fa prendere un bello scivolone al “maestro” dei cappelli, che con le sue proposte, solitamente fantasiose e di grande appeal, ha conquistato anche la direttrice di Vogue Giappone, l’italianissima Anna Dello Russo.

Foto: francescoballestrazzi.com; vogue.it; memegen.it

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